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Livorno

Zanotti, un maestro di sciabola in salotto: «Montano? Alfiere perfetto all’Olimpiade»

Andrea Masini
Zanotti, un maestro di sciabola in salotto: «Montano? Alfiere perfetto all’Olimpiade»

Con la chiusura delle palestre e il rinvio di alcune competizioni internazionali il tecnico del Fides fa lezioni on line ai ragazzi. E sulla candidatura di Aldo: «È come Valentino Rossi, per essere competitivi a 42 anni è obbligatorio essere super»

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LIVORNO. Sorridente. Obiettivo. E ottimista. Nicola Zanotti, dopo una brevissima fase di allenamenti a porte chiuse, si è adattato alle disposizioni ministeriali interrompendo la quotidianità, ma non la passione per la scherma e, nel caso specifico, verso la sciabola. Il maestro del circolo Fides – come molti altri colleghi livornesi – ha dunque scelto la via dei social, attraverso un video tutorial che mostra alcuni esercizi da poter sviluppare anche fra le mura domestiche, da aggiungere ad alcuni programmi di preparazione fisica (redatti dal professor Franco Fabbri), uno per la categoria Under 14 e l’altro per i Cadetti-Giovani.

Zanotti, i suoi allievi stanno seguendo i suoi suggerimenti?

«Sì, alla grande. I genitori dei più piccoli mi mandano addirittura i video come testimonianza. C’è chi ha la fortuna di allenarsi in giardino, chi lo fa in terrazza, altri semplicemente in casa. L’idea è piaciuta molto: permette di tenersi in forma e, seppur a distanza, di sentirsi parte della squadra, come se ogni giorno continuassimo ad andare al circolo. Poi mi sono organizzato per fare delle lezioni di gruppo online; ieri sera abbiamo fatto il primo esperimento ed è riuscito».

Il mondo della scherma come vive questo momento di blocco totale?

«L’Italia, seguendo il rapido evolversi dell’emergenza, è stata la prima a congelare qualsiasi attività. E il Fides uno dei primi circoli in città a chiudere. Nella fase attuale la priorità è la salute, nient’altro. Avevamo in programma le ultime gare di qualificazioni olimpica con l’atleta indiana – Devi Bhavani –, che seguo personalmente, e con la fiorettista venezuelana Anabella Acurero Gonzalez monitorata dal maestro Beppe Pierucci, ma tutto è stato rimandato, sembra, a fine maggio. Come del resto i Campionati del Mondo, a settembre».

Quanto inciderà l’emergenza Corid-19 nel programma di avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo?

«Il comitato organizzatore, al momento, non sembrano destare particolari preoccupazioni. Anzi, hanno assicurato che i Giochi si faranno senza alcun rinvio, quindi con la cerimonia d’apertura in programma per il 24 luglio. Ma tutto, ovviamente, sarà poi ufficializzato in base al susseguirsi degli eventi. Nel caso della scherma, stiamo parlando di uno stop a livello mondiale. Vedo che tanti dei miei colleghi, anche all’estero, si stanno attrezzando con lezione online, nella speranza di tornare il prima possibile in pedana».

Quante possibilità ci sono, secondo lei, che i Giochi si facciano nei termini prestabiliti?

«Allo stato attuale – a mio avviso – poche. L’Italia, a detta degli esperti, sembra vicina al picco, ma gli altri paesi sono in ritardo. Successivamente bisognerà recuperare la forma, la condizione degli atleti è un aspetto da non sottovalutare. Verrebbe meno il principio di equità. In Italia ad oggi è tutto bloccato. Secondo me, se questa pandemia, non si placa, il Cio arriverà al punto che si vedrà costretto di rinviare i Giochi di uno o due anni. Staremo a vedere…».

Nei giorni scorsi è uscita la notizia di una potenziale candidatura di Aldo Montano come portabandiera alle Olimpiade. Secondo lei, sarebbe un riconoscimento meritato?

«Leggendola, mi sono venuti i brividi; sarebbe il giusto riconoscimento alla sua carriera, impreziosita di 5 partecipazioni olimpiche e 4 medaglie. Non vedo in attività altri atleti più rappresentativi di Aldo. Il giusto riconoscimento per lui, la famiglia, ma anche per la scherma cittadina e per la città di Livorno. Vi assicuro che competere ad alto livello a 42 anni è un’impresa titanica, specie nella sciabola che è la specialità che più delle altre consuma le gambe e le articolazioni. A me piace definire Aldo, il Valentino Rossi della scherma».

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Vuole lanciare un appello ai suoi ragazzi e allo sport in generale?

«Ieri mattina, per salutare la nuova settimana, ho scritto ai miei atleti questo messaggio: “È un momento non facile ma ci vuole pazienza ed intelligenza per il bene di tutti. Stringiamo i denti, approfittate per fare le attività che avevate tralasciato: leggete, scrivete, vedete bei film, studiate portandovi avanti con il programma. Ma fate anche attività fisica. Si può fare benissimo pure in casa. Fatelo per voi e il resto del mondo. Ci vuole tanta forza di volontà e gli schermidori ne hanno più degli altri perché sono abituati a combattere! Siate positivi, quando tornerà la normalità apprezzerete tutto più di prima! Uniti si vince”. Questo gli ho detto».
 

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