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Amelia tifa Spinelli: «È l’unico che può sostenere il Livorno: ci ho parlato, resterà»

Fabrizio Pucci
Amelia tifa Spinelli: «È l’unico che può sostenere il Livorno: ci ho parlato, resterà»

L’ex portiere parla dalla sua “clausura” in campagna: «Il presidente non lascerà mai da perdente, ma deve circondarsi di gente capace» 

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LIVORNO. «Sono in quarantena come tutti gli italiani. Ho la fortuna di vivere in campagna a Rocca Priora. La mia casa è vicina al bosco per cui posso godere di un minimo di libertà». Marco Amelia in questi strani giorni ha messo il calcio da parte: «Mi sto dedicando al giardinaggio. E gioco molto con i miei figli dopo che loro hanno terminato le lezioni on line con i loro insegnanti».

Che idea si è fatto di questa situazione?

«Mi tengo molto informato. Ho amici medici che sono in prima linea e che con cui sono in contatto telefonico. Sono persone meravigliose che cercano di aiutare chi è stato contagiato».

Che messaggio manda ai “suoi” livornesi?

«State a casa, amici miei. Il virus viaggia per contagio diretto e mettere distanza tra le persone può portare alla fine dell'emergenza in un paio di mesi. Spero che tutti riusciamo a seguire le regole dettate dal Governo e soprattutto dal buonsenso. Ecco, quello non è un regola governativa, ma umana. Ora tocca ai livornesi, insieme agli italiani, ma questo è un problema che ben presto sarà mondiale».

Lo sport è fermo. È fermo anche il campionato di serie B. Che pensa della situazione amaranto?

«La seguo e soffro insieme ai tifosi del Livorno. Ho le stesse loro sensazioni. La loro delusione è la mia delusione. Purtroppo l'annata è iniziata male e sta finendo peggio anche se questo in un momento di emergenza sanitaria è un discorso secondario. Mi dispiace molto per la sconfitta nel derby. Le ultime partite erano state positive. Qualcosa di buono avevamo visto, qualche speranza c'era stata e invece abbiamo perso anche a Pisa».

Domanda secca. Spinelli vende o no?

«Sinceramente non lo so. Posso solo esprimere un'opinione personale. In una condizione come questa Spinelli è l'unico che può sostenere il Livorno sul piano economico per far tornare - negli anni - la squadra là dove merita. Per farlo deve però circondarsi di persone competenti, riorganizzare la società con personaggi di un certo livello e non con i soliti che poi danno sempre gli stessi risultati: è matematico, la fine è quella, c'è poco da fare. Serve gente che sappia fare il proprio lavoro e che sia in grado di ricreare entusiasmo in una città che vive di sport, di calcio e di Livorno: Questa deve essere la base».

Ma Spinelli avrà ancora voglia di fare tutto questo?

«Il presidente sa bene che per ripartire deve fare tutto quello che ho appena detto. L'ho incontrato qualche settimana fa a Milano. Abbiamo fatto una bella chiacchierata su tutto e lui mi è sembrato indirizzato su questa linea».

E quindi niente Yousif, niente cessione alle viste?

«Non ho detto questo. È normale che se dovesse arrivare un imprenditore con la spalle larghe in grado di mantenere il Livorno, la famiglia Spinelli potrebbe anche farsi da parte. Oggi però è difficile trovare soggetti così. Vediamo che piega prende questa trattativa. Non credo che i nomi letti sul giornale riescano a sostenere il Livorno. Il calcio è una brutta bestia. È facile tenere una società quando tutto fila liscio, arrivano i risultati e tutto sembra bello. Se poi si milita in categorie importanti, si può sostenere il peso di una società anche se si hanno le spalle scoperte. Basta avere organizzazione».

Spinelli invece è il contrario: ha forza, ma poca organizzazione...

«Lui - sempre facendo il paragone con le spalle - le ha coperte e questo è fondamentale. Non si è mai tirato indietro quando c'è stato da mettere di tasca sua i soldi quando c'è stato da riportare il Livorno in serie B e questo è un dato certo. Ora deve darsi la famosa organizzazione sotto forma di assunzione di persone di un certo livello che magari all'inizio costano un po' di più. Alla fine, però quei soldi sono spesi bene perché si evita di fare disastri come è accaduto quest'anno».

Amelia, mandi un messaggio alla società...

«Riorganizzare per intero il Livorno e bonificarlo in modo da restituire alla gente di Livorno la speranza in qualcosa di possibile che è riportare il calcio ad alti livelli. In definitiva, però non credo che venderà. Sono molto dubbioso. Spinelli cederà solo dopo una vittoria e in un momento di entusiasmo collettivo e non a conclusione di un periodo così deprimente sul piano calcistico. E tutto sommato credo che sia giusto. Se va via oggi viene ricordato per questa retrocessione e tutte le imprese che ha fatto negli primi Anni Duemila vanno nel dimenticatoio. No. Lui se ne andrà da vincitore».
 

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