Il Tirreno

Livorno

I Giochi per l’Olimpiade non sono fatti. Il portabandiera? In pole c’è Montano

Andrea Masini
I Giochi per l’Olimpiade non sono fatti. Il portabandiera? In pole c’è Montano

Lo sciabolatore livornese è dato tra i favoriti per aprire la sfilata degli atleti azzurri a Tokio (ma si farà?) il prossimo 24 luglio

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LIVORNO. Se i Giochi di Tokyo si faranno, è tutto da vedere: il Comitato Olimpico Internazionale, nonostante la pandemia proclamata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e i dubbi del presidente statunitense Donald Trump, al momento non sembra intenzionato ad alterare il cammino che porterà alla cerimonia d’apertura in programma per il 24 luglio. Uno spettacolo, se tutto rimarrà invariato, che potrebbe suggellare la splendida carriera di Aldo Montano, fresco di qualificazione alla sua quinta Olimpiade: in pole position per il ruolo di portabandiera, si vocifera in ambiente Coni, ci sarebbero infatti lo schermidore livornese, il nuotatore Gregorio Paltrinieri, Elisa Di Francisca (scherma), Elia Viviani (ciclismo), Diana Bacosi (tiro a volo), oppure icone d’immagine e note al grande pubblico come Tania Cagnotto (tuffi), Paola Egonu e Ivan Zaytsev (pallavolo). Montano dalla sua vanta un palmares pazzesco – farcito di quattro medaglie olimpiche (oro individuale e argento a squadre ad Atene 2004, bronzo a squadra a Pechino 2008 e a Londra 2012), 12 mondiali e 11 ai campionati Europei, di cui 5 titoli – che testimonia una longevità agonistica più unica e che rara che, a 41 anni, gli ha permesso di strappare il pass per la quinta volta in carriera.

I candidati, dunque, sono molteplici e ai tempi del Covid-19 non c’è ancora un favorito, con la decisione spetterà che spetterà esclusivamente a Giovanni Malagò: sarà il presidente del Coni, in totale autonomia, a nominare l’uomo e/o la donna che sfilerà in cima alla delegazione azzurra nel momento mediatico più importante del quadriennio.

Ma attenzione, perché per la prima volta nella storia il tricolore potrebbe finire nelle mani di due atleti (uno per sesso): il Cio ha infatti varato la possibilità di un doppio portabandiera per l’equità di genere e questa ipotesi non andrebbe minimamente sottovalutata per il nostro paese. Sarà Aldo Montano l’erede di Federica Pellegrini? Un’atleta formidabile, una famiglia e una città intera se lo augurano. Il giusto, e dovuto, riconoscimento alla carriera di Aldino e alla tradizione sportiva di Livorno, la città più medagliata del mondo in termini di metalli olimpici, mondiali ed europei a livello assoluto.

Di mezzo, però, incombe l’emergenza coronavirus che sta divampando in tutto il mondo: la speranza è che la pandemia passi in fretta e che si riesca a gareggiare regolarmente in Giappone, anche per dare un segno di speranza a tutto il pianeta nel momento più difficile degli ultimi 75 anni. Innumerevoli eventi sono stati rinviati nelle ultime settimane, il percorso di qualificazione è stato scombussolato (Irene Vecchi e Aldo Montano hanno centrato il pass appena in tempo…), ma la speranza di tutti gli sportivi rimane quella di tornare ad allenarsi il prima possibile con l’obiettivo di gareggiare a Tokyo. Nel frattempo – è notizia di queste ultime ore – si è fermata, a causa delle troppa folla al seguito dei tedofori, anche la staffetta della torcia olimpica e chissà che questo non sia un cattivo presagio.
 

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