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IL CASO 

Serie B nel caos, a rischio soldi e campionato

Alessandro Bernini

Tra le ipotesi anche quella di annullare la stagione oppure far valere soltanto le promozioni. Il Livorno resta alla finestra

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Emergenza totale nella vita, figuriamoci nel calcio. Per certi versi è anche brutto e può sembrare fuori luogo parlare di conseguenze del coronavirus in relazione ai campionati sportivi; ma, di contorno a notizie ben più importanti, c’è anche questa. Ed è giusto spiegare come stanno le cose.

LA DATA DEL 3 APRILE

Ieri si è svolto il Consiglio federale straordinario e la Figc ha ovviamente ratificato le indicazioni del Decreto, ovvero la sospensione delle attività in campo nazionale fino al 3 aprile.

Ecco, è proprio questa data la discriminante per capire qualche sarà il futuro della serie B e dunque anche del Livorno. Perché se dal 4 aprile tutto ripartisse in modo regolare (e ce lo dobbiamo augurare, perché vorrebbe dire che l’emergenza coronavirus sta per risolversi), il campionato di serie B potrebbe terminare regolarmente. Si dovrebbe aggiungere turni infrasettimanali e velocizzare ancor di più playoff e playout, ma i tempi tecnici potrebbero esserci.

TRE IPOTESI

Se però il 3 aprile la situazione non fosse risolta e ci fosse un’ulteriore proroga allo stop, allora le probabilità di non finire il campionato sarebbero alte. Altissime.

E allora cosa succederebbe? Le ipotesi sembrano tre. 1) cristallizzazione della classifica, promozioni e retrocessioni in base alla classifica attuale. 2) annullamento completo di questa stagione (improbabile), 3) blocco delle retrocessioni, promosse in A le attuale prime due della classifica di B, e promozione in B delle attuale tre prime nei gironi di C, così da avere la prossima stagione una serie A a 22 e una B a 21.

Chiaro che due ipotesi su tre sarebbero ben gradite al Livorno. Così come deve essere chiaro che, comunque vada, ci aspetta un’estate di ricorsi.

SOLDI E TV

Ma c’è un altro tasto da considerare con attenzione. Perché quasi tutte le società non hanno mai mostrato la vera intenzione di fermare il campionato. Perché se non giochi, non ti arrivano i soldi di Sky e degli altri diritti tv. E senza questi soldi, molte società di serie A rischiano il collasso . A pioggia, anche in serie B tantissime rischiano grosso visto che si tratta di una conseguenza a catena: niente soldi dalle tv alla serie A, niente soldi dalla serie A alla serie B

CAOS ALLENAMENTI

Ma ci sono altre problematiche che stanno emergendo e che potrebbero portare alcune società a chiedere di non giocare anche se il 3 aprile ripartisse tutto. Lombardia e Veneto stanno ad esempio andando verso la chiusura completa e dunque squadre come ad esempio Cremonese, Cittadella, Venezia o Chievo dovrebbero riceve il divieto anche di allenarsi. Divieto che invece potrebbero non avere le squadre del centro-sud Italia. E come la mettiamo un’ eventuale Crotone-Chievo alla ripresa? Pensate che il Chievo non alzerebbe la voce per non giocare? Solamento un divieto assoluto per tutte le società di tutte le categoria potrebbe risolvere questo problema.

Tanti interrogativi, insomma. Ripetiamo, in questo momento sono altri e più importanti i problemi legati al Coronavirus. Ma se parliamo di calcio, la serie B rischia di entrare in un tunnel senza uscita. —

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