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L’eredità di Gabriele Niccolini «Devo tutto a mio padre»

L’eredità di Gabriele Niccolini «Devo tutto a mio padre»

È il nuovo campione italiano categoria under 17 senza neanche una sconfitta «È il mio allenatore e mental coach, ringrazio anche il Liceo Sportivo»

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LIVORNO. Una stagione davvero da incorniciare per Gabriele Niccolini. L’ultima perla, come scritto nei giorni scorsi, a Ostia nella gara più importante dell'anno per gli under 17 di Lotta Stile Libero.

Gabriele Niccolini,della A.S.D New Popeye Club capitanata dal Maestro, nonchè padre, Riccardo Niccolini, ha gareggiato nella 80 kg. vincendo tutti gli incontri.

Ti aspettavi questa vittoria?

«Avevo buone possibilità ma non ho sottovalutato nessuno dei miei avversari. Sono tutti ragazzi che come me dedicano molto tempo e dedizione alla lotta e tutti cerchiamo di dare il meglio. Non credo affatto a chi dice che l'importante è partecipare, la lotta è uno sport che richiede allenamenti estenuanti, l'obiettivo è salire sempre più in alto».

Quanti Campionati hai vinto?

«Senza considerare i Gran premi Giovanissimi, come Esordiente 4 titoli e da Cadetto 2, e ognuno in un peso diverso; nel 2017 ho vinto a 47 kg,nel 2018 a 57,nel 2019 a 68 gli esordienti sia di libera che greco romana e a 71 i cadetti. Ora sono 80 kg... mangiando il giusto».

Che rapporto hai con tuo padre che è anche il tuo coach?

«Meraviglioso, ho piena fiducia in lui e quando è all'angolo dallo sguardo capisco tutto. È il mio mental coch, non usa mai una parola di troppo, il suo silenzio è incoraggiante e questo mi dà una carica incredibile».

Come fai a conciliare scuola e sport?

«Frequento il Liceo Enriques indirizzo sportivo ed è molto dura, ma per fortuna ho trovato dei bravissimi insegnanti che comprendono il sacrificio che faccio ogni giorno e cercano di darmi una mano nella programmazione di compiti e interrogazioni. Ho il PFP per gli studenti ad alto livello promosso appunto dal Miur per evitare l'abbandono della scuola da parte di molti atleti».

Ritornando al Campionato Cadetti, che tipo di preparazione hai fatto?

«Mi sono allenato presso la mia società con mio padre sempre a fianco, gli ultimi 10 giorni sono stato al Centro di Preparazione Olimpica e ho fatto allenamento sotto la guida dell'allenatore della nazionale di Libera maschile e femminile Enrique Valdez e mi sono allenato con i Senior, lottando fianco a fianco con Frank Chamizo, Aron Caneva, Simone Iannattoni e Diana Salvatore che hanno partecipato al Campionato Europeo Senior. È stata una esperienza magnifica e spero che presto si ripeta».

Ultimamente sei andato ad allenarti all'est in uno stage molto impegnativo.

«Si sono stato in Moldavia dal 21 febbraio al 1 marzo, con altri 5 atleti italiani ad uno stage per junior organizzato dall'allenatore della Chiavari Ring che è anche tecnico federale italiano Sergio Gurin. Un Camp di altissimo livello in cui erano presenti molti medagliati europei e mondiali».

Cosa ti aspetti per il futuro, qual è il tuo sogno?I

«Il mio sogno è uguagliare mio padre cioè partecipare ad una Olimpiade come ha fatto lui nel 1980 a Mosca».



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