La manifestazione
Ora c’è da chiudere con onore e programmare la risalita
Fondamentale sarà la trattativa per la cessione della società capire chi comanderà e fare un pensierino ad acquistare Ferrari e Awua arrivati in prestito
LIVORNO. Dicono che il calcio sia la scienza non esatta per eccellenza. Lo sanno anche i muri che la componente fortuna, gli episodi, un pallone che sbatte sul palo e che poi esce o invece entra, possono cambiare i destini di una stagione. Vero, ma fino a un certo punto. Basta prendere il Livorno di quest'anno per ricredersi.
L'ultimo posto con la squadra staccata come mai stata accaduto prima e, ciliegina sulla torta, il derby perso contro un Pisa imbarazzante sono il prodotto matematico di scelte cervellotiche fatte da giugno 2019 in poi.
TUTTO SBAGLIATO. Ritirare fuori il fantasma di Alino Diamanti sarebbe come sparare sulla croce rossa. Rammentare l'infelice dichiarazione estiva di Breda, quel terribile "La squadra è più forte dell'anno scorso" è fin troppo facile. È di maggiore attualità parlare di quello che si è visto sabato. Amaranto che sul piano squisitamente tecnico hanno giocato alla pari. Anzi, meglio del Pisa che però ci ha messo più cattiveria. Insomma è successo che il mondo sia stato ribaltato da campagne acquisti (estive di invernale) di bassissimo profilo condotte neanche troppo al risparmio, ma con soldi spesi malissimo.
TRISTEZZA INFINITA. Il derby ha staccato la spina alle speranze di chiudere in modo dignitoso il campionato. E lo ha fatto in un modo perfettamente in linea con la stagione: senza che il Livorno sia stato preso a pallate e con l'allenatore incapace di dare la giusta lettura a ciò che veniva proposto dalle contingenze: Pisa in affanno nel primo tempo, smarrito e impaurito dagli infortuni di Masucci e Soddimo. Così è stata confezionata l'ennesima frittata, non fosse altro perché in questo modo si macchia la tradizione che vede il Livorno sempre avanti negli scontri diretti e neanche - per dirla con Massimiliano Allegri - di “corto muso”.
FINALE GRAMO. Archiviata questa nuova perla dell'anno, resta da onorare (solo in senso statistico) il campionato. E qui c'è il mistero del modo in cui questa squadra del tutto priva di personalità affronterà gli ultimi due mesi della stagione. Contiamo sull'amore per la maglia di capitan Luci, sulla professionalità del leader Silvestre .
I PRESTITI. Ferrari e Awua. Entrambi sono in prestito secco ma tutto sommato non hanno sfigurato. Se la società volesse, potrebbe provare a trattenerli e allora avrebbe anche un senso farli giocare sempre a qui a maggio. Già, la società. Alla retrocessione ormai certa si abbina anche una fase di incertezza a livello societario e allora ecco che diventa basilare che la trattativa Spinelli-Majd arrivi a un punto definito in un senso o nell'altro perché qui c'è da progettare la risalita in B. I tifosi sono stufi di contare le sconfitte. —
F.P.
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