Gioco
Livorno cambia ancora panchina a Filippini Breda esonerato per la seconda volta
Lo hanno deciso Aldo e Roberto Spinelli attorno alle 20 di ieri sera non avendo digerito gli errori di formazione
LIVORNO. Ha distrutto la stagione amaranto mandando via Diamanti, mettendo insieme un gruppo di giocatori senza personalità e non trovando mai la quadratura del cerchio, come ammesso nei giorni scorsi. E anche nel derby ha fatto la differenza. In negativo, ovviamente. Roberto Breda è stato esonerato per la seconda volta in questa stagione, con l’ufficialità che è arrivata intorno alle 20 di ieri: fatale la sconfitta col Pisa, partita che poteva ridare un minimo di dignità alla squadra e che invece è finita con l’ennesimo ko di questo campionato. Al suo posto è stato promosso Antonio Filippini, che ha il patentino per allenare in serie B, con David Balleri come vice: entrambi erano già nello staff tecnico di Breda, il primo da novembre e il secondo invece dalla scorsa estate. Una rivoluzione logica, giusta, vedendo le scelte di Breda in questa stagione, una rivoluzione che però non cambierà il destino del Livorno, ormai condannato alla retrocessione in C. La squadra, ultimissima con 18 punti e a -12 dai playout, non ha più obiettivi: con Filippini in panchina bisogna almeno salvare la faccia, cercando allo stesso tempo di costruire qualcosa per il futuro.
I MOTIVI DELL’ESONERO Alla famiglia Spinelli non sarebbero andate giù le mosse di Breda nel derby di sabato scorso: intanto il mancato utilizzo di Awua, il migliore in campo sia a Verona con il Chievo sia nella partita successiva col Frosinone, poi la gestione delle sostituzioni nell’arco dei 90 minuti, con il primo cambio arrivato a 13 minuti dalla fine (proprio Awua per Agazzi). E su questi punti è praticamente impossibile dare torto ad Aldo e Roberto Spinelli, che restano comunque i primi responsabili del disastro di questo campionato, visto che hanno messo tutto nelle mani dello stesso Breda e dell’ex direttore sportivo Elio Signorelli. Secondo il presidente, il Livorno avrebbe dovuto giocare con il 3-5-2 e non con il 3-4-3, inserendo appunto Awua al posto di Marsura: uno schieramento che avrebbe anche permesso alla mezz’ala destra di raddoppiare su Lisi, poi decisivo con il gol-partita nel secondo tempo. E a testimoniare la distanza tra l’ormai ex tecnico amaranto e la società, c’è anche il comunicato con cui il Livorno ha ufficializzato l’ultima decisione: niente ringraziamenti a Breda né auguri per il futuro come si legge in questi casi, ma una semplice comunicazione sull’esonero e sul nuovo incarico per Filippini.
LA SITUAZIONE Aldo e Roberto Spinelli hanno pensato subito alla promozione di Antonio Filippini con Balleri al suo fianco: le altre opzioni erano il ritorno di Paolo Tramezzani, sotto contratto fino a giugno, e il salto in prima squadra di Juriy Cannarsa, attualmente alla guida della Primavera amaranto, ma la società ha deciso di puntare sull’ex centrocampista bresciano. Una soluzione interna, insomma, per traghettare la squadra fino al termine della stagione e fare poi tutte le valutazioni del caso. A partire proprio da Breda, che adesso torna a casa ma che ha un altro anno di contratto con il Livorno, tra l’altro alla cifra monstre di 180mila euro netti: sicuramente ci saranno contatti tra le parti per arrivare alla risoluzione, un po’ per i costi e un po’ perché lui non vuole allenare in serie C, ma soprattutto perché a Genova e a Livorno nessuno vuole più sentir parlare di Breda. E intanto tocca ad Antonio Filippini, 126 presenze con il Livorno dal 2006 al 2010, tornato a novembre per dare una mano e ora in prima fila: serve proprio il suo attaccamento alla maglia per chiudere con dignità. —
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