Il Tirreno

Livorno

Quanto ci mancano pathos e un po’ di sadismo Alla fine sarà un duello soltanto sui social

FABRIZIO PUCCI
Quanto ci mancano pathos e un po’ di sadismo Alla fine sarà un duello soltanto sui social

Continua la maledizione degli anni 2000 e per ora delle mitiche sfide giocate a Pisa con entrambe le tifoserie ci restano solo i ricordi  

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amarcord

FABRIZIO PUCCI

Sono almeno due gli elementi che all'immediata vigilia del derby riescono a mettere d'accordo pisani e livornesi. Il primo: l'emergenza sanitaria è l'assoluta priorità del momento. Il secondo: non può comunque essere considerato un derby vero, quello che viene disputato a porte chiuse. Non c'è pathos, non c'è spazio per la gioia amplificata da quel sadico piacere di dato dal veder soffrire i tifosi avversari. E tutto sommato, diventa fin quasi sopportabile anche un risultato negativo se lo scherno non ti viene gridato in faccia dai cugini.

Tutti troveranno rifugio sui social, il forum virtuale dove sarà commentata la partita. Ma volete mettere? Quello è un mondo impalpabile. Basta non farvi accesso per qualche ora o qualche giorno per non dare soddisfazione agli altri. Il derby al tempo del CoronaVirus è di una tristezza infinita a prescindere e il guaio è che nel terzo millennio, tutte le volte che la partita dell'anno è stata giocata a Pisa, l'atmosfera caliente è stata stravolta dalle contingenze.

LA SOSPENSIONE

Il primo derby-no - stavolta per eccesso di tifo che sfociò in violenza - fu quello del 25 marzo 2001. Lo vinse il Livorno come è spesso accaduto nella storia e come sempre accadeva in quegli anni. Quel derby però non finì mai. Fu sospeso sul risultato di 0-1 per gli amaranto (avanti con un rigore di Protti) per il lancio dei seggiolini dei distinti operato da alcuni facinorosi supporters nerazzurri.

Per la verità l'arbitro Dattilo di Locri fece riprendere il gioco. Giusto il tempo di accordare un rigore generoso al Pisa (in realtà di manica larga era stato anche quello per il Livorno). Dal dischetto però il centravanti Costanzo si fece parare il rigore da Andrea Ivan e subito dopo ricominciò il lancio di oggetti in campo. Ergo partita sospesa, 0-2 a tavolino per il Livorno e Arena Garibaldi squalificata.

LA GRANDE AMAREZZA

In quegli anni seguivo il Livorno dalla prima amichevole estiva fino all'ultimo minuto della stagione ufficiale. Agli impegni televisivi locali si erano aggiunti quelli per la pay-tv TelePiù. Curavo le telecronache delle partite esterne del Livorno tra cui, ovviamente il derby.

Di quel giorno ricordo tutto. L'arrivo allo stadio al mattino insieme alla troupe proveniente da Milano. I collegamenti con lo studio centrale dove c'erano il giornalista Alessandro Bonan e José Altafini. Poi la partita, bruttina e vissuta con la netta sensazione che quel giorno l'Arena fosse una polveriera pronta a esplodere in caso di successo o anche solo di un gol del Livorno.

Immagini indelebili, il rigore trasformato da Protti, lo stesso Signore delle Reti che infama Alessi reo di aver tirato una mozzarella al portiere del Pisa e di non aver buttato giù la porta con il suo mancino fatato. Poi uno, due, dieci, venti seggiolini in campo. Avevo il monitor di servizio e da lì vidi un tifoso del Pisa che indossava un casco da motociclista e che brandiva un legno contro la propria testa protetta. Una follia pura. E mentre il direttore di produzione si preoccupava di 'allungare' la disponibilità del satellite, a Pisa andava in scena il derby peggiore della storia. Sospeso, ripreso e poi sospeso per sempre. Avrei potuto gioire per quel successo, ma ricordo di aver chiuso il collegamento con l'amara consapevolezza di aver raccontato una giornata destinata a rimanere nella storia sebbene fosse da dimenticare.

SOLO IL 3-1

Da allora un solo derby, quello del 2002 vinto 3-1 dal Livorno è stato 'vero', con una cornice di pubblico degna. In seguito le restrizioni del Decreto Pisanu (2009) e la protesta dei tifosi amaranto per i pochi biglietti concessi (2017) hanno sciupato altre sfide. E oggi ci si è pure messo il Coronavirus. —

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di Redazione web