Gioco
Il Livorno non salva neanche la storia: ko nel derby a porte chiuse col Pisa
Alessandro Bernini
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La rassegnazione degli amaranto (foto Fabio Muzzi)I nerazzurri con più voglia e cattiveria decidono con un gol di Lisi. Gli amaranto rimangono sempre in partita, ma non basta
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LIVORNO. Niente. Neanche la storia abbiamo salvato. Nella stagione più disastrosa della nostra storia recente, arriva anche il derby perso. E, lo diciamo sinceramente: averlo perso “solo” 1-0, restando a lungo in partita e meritando pure di pareggiare, ci cambia poco. Resta la sconfitta e finisce nel cassonetto anche l’ultima possibilità di dare un pizzico di dignità alla stagione.
Il Pisa ha vinto per tre ragioni. 1) Ha avuto più cattiveria e più voglia di vincerla. 2) Ha avuto più cattiveria e voglia di vincerla. 3) Ha avuto più cattiveria e voglia di vincere. Già, non cercate altri motivi perché tanto non ne trovate. Non c’è niente da fare, questa è una squadra che non sa azzannare gli avversari. Il Pisa visto ieri è squadra modesta, tecnicamente forse addirittura inferiore al Livorno, ma questi avevano la bava alla bocca ogni volta che c’era un pallone nei dintorni. Il Livorno ha giocato alla sua maniera e si è svegliato solo nel finale.
Forse l’unica cosa è che si può aggiungere sono i soliti errori di Breda che: ci voleva coraggio per lasciar fuori Awua, il migliore in campo nelle ultime due partite, eppure chissà perché l’ha lasciato a marcire addirittura fino a quasi 10 minuti dalla fine e, nonostante lo svantaggio, il primo cambio è arrivato al 77’. Bisognava cambiare subito, a inizio ripresa, quando si vedeva che il Pisa ci stava chiudendo. Ma in panchina nessuno se n’è accorto.
Oltretutto il Pisa aveva bruciato due cambi per infortuni, bisognava sfruttare i cambi per dare freschezza. Macché.
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