Gioco
D’Angelo: «Tre assenze pesanti, ci mancherà soprattutto Marin»
PISA. Per Luca D'Angelo Pisa-Livorno non è mai una partita come le altre, anche se oggi mancherà il pubblico.
Mister D'Angelo che derby sarà?
«È una partita fondamentale per la classifica e per i tifosi. Con oltre 9mila persone a spingerti era tutta un'altra cosa, ma anche giocando a porte chiuse vogliamo regalargli la vittoria. Poi vogliamo vincere per alzare l'umore della squadra che vuole rialzarsi dopo la befa di Crotone».
È giusto proseguire per un mese a porte chiuse?
«Non sono un virologo, non mi permetto di giudicare. Con questa situazione di emergenza dobbiamo adeguarci alla situazione».
Ha apprezzato l'appello dei tifosi della Nord di non fare assembramenti in zona stadio?
«I nostri sostenitori si sono dimostrati ancora una volta intelligenti e maturi. Ci mancheranno perché sono il nostro valore aggiunto».
In un clima surreale diventa fondamentale anche l'aspetto psicologico.
«Non ho mai giocato a porte chiuse, sarà un'esperienza nuova. Dobbiamo essere bravi ad isolarci ancora di più dal contesto, pensando solo alla partita».
Come arriva la squadra a questa partita?
«Abbiamo tre assenze pesanti per le squalifiche di Marin, Siega e Belli. Per il resto non abbiamo infortunati, tranne ovviamente Varnier che è fuori da ottobre, e anche Birindelli è di nuovo a disposizione».
Quella di Marin l'asenza più pesante?
«Marius stava facendo bene e a fine partita ha fatto una stupidaggine, adesso ci mancherà per due giornate. Anche le altre due assenze sono importanti perché ho meno soluzioni sulla fascia destra e a centrocampo».
Vista la situazione di classifica del Livorno siete voi ad avere tutto da perdere?
«Indipendentemente dalla classifica il Livorno è un avversario insidioso e con buone individualità. Per vincere dobbiamo fare una grande partita dal punto di vista tecnico, tattico e soprattutto motivazionale».
Potrebbe puntare sui tre attaccanti Vido-Marconi-Masucci come con il Perugia?
«È un'ipotesi».
Lei si è lamentato degli arbitri.
«Parto dal presupposto che esiste sempre la buona fede da parte degli arbitri. Come un calciatore sbaglia un gol, loro possono leggere male alcuni episodi. Prontera aveva anche arbitrato bene fino al 90', poi ha sbagliato in quell'episodio perché Belli entra sulla palla e il rosso diretto non può starci».
A Crotone è arrivato il solito gol preso nel recupero, ormai non è più un caso?
«I ragazzi negli ultimi minuti non abbassano il livello di attenzione, anzi la amplificano. Non so dire se è un più un problema nostro o se è solo fatalità».
Andrea Chiavacci
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