Gioco
«Il derby Pisa-Livorno a porte chiuse». E ora 900 tifosi aspettano il rimborso
La decisione nel decreto della presidenza del consiglio riguarda altre due gare: Cittadella il 14 marzo e Juve Stabia il 21
LIVORNO. A porte chiuse: il derby numero 66 della storia sarà disputato senza pubblico. L’emergenza sanitaria del coronavirus priverà le tifoserie di Pisa e Livorno di vivere insieme – sebbene in campanilistica contrapposizione – il derby in programma sabato 7 alle 18 all’Arena Garibaldi. A porte chiuse come prescritto dal punto C) del comma 1 dell’articolo 1 del Decreto del presidente del Consiglio nel quale è contenuta anche la norma che prevede la chiusura di scuole a atenei fino a metà marzo.
IL TESTO DEL DECRETO
Quanto allo sport, la lettura del Decreto non lascia spazio a interpretazioni: «Sull’intero territorio nazionale (....) sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. […] Resta comunque consentito […] lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle 3 sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico». La misura ha la durata di 30 giorni e quindi è valida fino al 3 aprile. Il Livorno giocherà a porte chiuse anche in casa contro il Cittadella il 14 marzo oltre che sul campo della Juve Stabia otto giorni più tardi. Oggi è prevista una riunione della Lega Serie B che però non potrà che uniformarsi al Decreto firmato dal premier Giuseppe Conte.
DERBY MALEDETTO
Per la terza volta consecutiva l’atmosfera del derby giocato all’Arena Garibaldi sarà surreale. Nel 2009 i livornesi si videro vietata la trasferta per motivi di ordine pubblico, come era usuale accadesse a quell’epoca. Nel 2017 i supporter amaranto disertarono lo stadio dei cugini in segno di protesta nei confronti della società nerazzurra per i pochi biglietti concessi (appena 400). Adesso che invece i 900 ticket concessi loro dal Pisa erano stati polverizzati in poco più di un giorno, ecco il Coronavirus a rovinare la festa. Mai prima di sabato nerazzurri e amaranto si erano affrontati con gli spalti completamente vuoti La maggior parte dei tifosi amaranto si erano già organizzati: biglietto alla mano, avevano fissato il ritrovo per le 14, 30 di sabato alla stazione centrale in modo da avere il tempo di salire sul treno delle 15, 15. E invece niente, per la delusione dei 900 sportivi anche se qualcuno della curva ieri aveva ipotizzato la chiusura delle porte dell’Arena Garibaldi soprattutto dopo le dichiarazioni del Ministro dello Sport Spadafora che andavano nella direzione della chiusura degli stadi per un mese. Cosa che si è puntualmente avverata.
Resta aperta la questione del rimborso dei biglietti. Nei prossimi giorni sarà compito del Pisa Calcio provvedere a restituire i soldi ai 900 livornesi che avevano comprato il biglietto sul circuito VivaTicket. Per loro l’ultimo giorno vissuto all’Arena Garibaldi per ora rimane il 17 febbraio 2002: Doga, Melara e Protti fece impazzire di gioia il settore ospiti pieno all’inverosimile. —
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