Gioco
Quelle tribune piene per un quartiere che si scopre al centro di Livorno
La partita, le emozioni, gli abbracci finali Per i biancoverdi è una favola che continua
il racconto
FABRIZIO PUCCI
Cielo plumbeo, pioggia battente, terreno pesante. Clima anglosassone, da tempre dure, per una battaglia che può dare concretezza a un Desiderio, rigorosamente scritto con la D maiuscola. È sfida per uomini veri. Il big match della 25ma giornata del campionato di Eccellenza ha richiamato al “Magnozzi” un migliaio di persone: cose mai viste qui. Prezzi popolari e bollente passione.
Lo storico impianto era stato costruito per la Polisportiva del popolare quartiere delle Sorgenti: nessuno 40 anni fa avrebbe potuto pensare a una squadra vicina al massimo campionato dilettantistico, anticamera del professionismo. E invece è tutto vero. Un quarto d'ora prima del fischio d'inizio la tribuna è già piena. C'è Mauro Niccolai, ex amaranto e papà di Matteo, allenatore che fa giocare a memoria la Pro Livorno. In alto c'è Marco Braccini. Piumino d'ordinanza, occhiali da vista. Inizia la partita e sembra di essere allo stadio. Altro che campo sportivo di Via Vittorio Emanuele Orlando! Costanzo la sblocca nella seconda parte del primo tempo. L'esultanza è composta perché la partita è ancora lunga. La ripresa è un monologo dei ragazzi in maglia verde. Dopo 23" Granito fa 2-0 da zero metri dopo che Brizzi si è mangiato la corsia sinistra e almeno un paio di avversari. Cinque minuti e Costanzo arrotonda. E stavolta la gioia è irrefrenabile perché tutti capiscono che la montagna è stata scalata.
Gli ultimi 40' sono buoni solo per le statistiche. Ci sono un paio di belle parate del baby portiere Blundo e il poker servito da Rossi, ma anche la commozione del ds Braccini: «Non abbiamo ancora fatto niente, ma vedere tutta questa gente al Magnozzi mi emoziona».
I ragazzi in maglia verde fanno il tuffo sotto la tribuna. Ricevono applausi da amici, parenti, tifosi e tutti i tesserati PLS che la società ha fatto entrare gratis. Transita l'ex arbitro internazionale Piero Ceccarini, responsabile dei rapporti della PLS con le società professionistiche: «Scrivi bene - dice - perché qui siamo professionisti». È contento anche Elio Brilli, il babbo di Simone, il ragazzo della Pro Livorno Sorgenti che perse la vita in un maledetto incidente a dicembre 2014. Ogni vittoria della squadra è dedicata al suo bimbo. Anche questa. E quelle che verranno. E - si spera - la serie D. —
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