Gioco
Un giro in Ferrari dopo mesi di autostop: Livorno a sorpresa sfata il tabù-Chievo
Senza pressioni, niente da perdere e con una formazione che finalmente ha una logica, arriva una bella vittoria
LIVORNO. Come è possibile? Qual è la logica che ci ha portati a vincere in trasferta contro la nostra bestia nera (11 partite, 10 sconfitte e 1 pari prima di ieri), contro un Chievo che aveva 23 punti e un milione di motivazioni più di noi?
Forse una ragione c’è. Il Livorno, lo diciamo da tempo, è squadra senza personalità, costruita guardando i ruoli ma non la garra. Le squadre senza personalità franano nei momenti difficili, quando il pallone scotta, vanno giù e non si rialzano. E quando giocano meglio? Quando non c’è pressione, quando non c’è niente da perdere, quando nessuno ti punta i riflettori in volto. Se poi lo stadio è vuoto, beh, tanto meglio.
È una vittoria meritata e che accogliamo con soddisfazione. Anche se purtroppo, al 99%, non cambierà il nostro destino visto che la distanza dalla zona playout resta siderale: 10 punti dalla Cremonese che ha anche una partita in meno rispetto a noi. Dunque regaliamoci un sorriso ma senza illuderci troppo.
Era dal 2 novembre che il Livorno non vinceva in campionato (2-1 in casa con la Juve Stabia), addirittura dal 1 maggio 2019 in trasferta (3-2 proprio qui al Bentegodi, ma con l’Hellas Verona). Speriamo che sia di buon auspicio in vista delle prossime partite, soprattutto il derby.
Stavolta anche Breda ha indovinato la formazione. Scelte logiche, uomini al posto giusto, finalmente una prima punta vera (Ferrari) e anche un ottimo Awua in mezzo al campo che si è davvero divorato quasi tutti i centrocampisti del Chievo.
Il Livorno se l’è giocata bene sin dall’inizio, il 3-4-3 è un buon vestito se si presentano i giocatori adeguati. Un segnale lo dà subito Ferrari che dopo 1’37” rifila un calcione a Garritano (costretto a uscire), come a dire «qui non si regala nulla». E infatti il Livorno se la gioca, fa possesso palla, guadagna subito metri anche se davanti resta innocuo perché Marras e Marsura all’inizio non ingranano. I tiri in porta restano un optional per oltre mezzora, poi il primo guizzo è di Meggiorini ma Plizzari è pronto. La palla-gol più clamorosa del primo tempo è però del Livorno e arriva al 45’, con Ferrari che in area trova un destro angolatissimo sul quale Semper compie un vero miracolo.
Gli amaranto sono vivi anche a inizio ripresa. Non hanno paura ad attaccare. E al 12’ arriva il gol: bravo Marras che si libera in area e mette un pallone d’oro sul secondo palo dove Ferrari è puntuale e preciso e infila il pallone in rete. Vantaggio che ci sta tutto.
La reazione del Chievo è confusionaria, Breda fa uscire tutti e tre gli attaccanti e mette dentro Trovato, Murilo e poi Simovic mantenendo un 3-4-3 più predisposto alla fase difensiva e infatti restiamo quasi sempre 5-4-1. In area iniziano a piovere cross ma Bogdan eBoben sono due muri, anche Porcino e Del Prato tengono bene sulle fasce. E il Livorno stavolta resiste. Con coraggio e orgoglio.
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