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AMARANTO 

Porte aperte al Picchi Tra Plizzari e Zima certezze sotto zero e troppi errori fatali

Gianni Tacchi

Sciagurata la scelta estiva di prendere un portiere giovane Negli ultimi 10 anni la grana-portiere è esplosa spesso

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È stato uno dei disastri del mercato estivo, all’inizio meno evidente della mancata conferma di Diamanti ma finito poi sotto gli occhi di tutti, anche perché ogni sabato abbiamo dovuto fare i conti con una papera tra i pali. Sì, la scelta di affiancare un portiere giovane e inesperto come Alessandro Plizzari, arrivato ad agosto in prestito dal Milan, a un ragazzo di 24 anni che aveva solo bisogno di certezze come Lukas Zima, al secondo e ultimo anno di prestito dal Genoa, si è rivelata un fallimento sotto ogni punto di vista. Ed è uno dei motivi dell’ultimissimo posto in classifica del Livorno, purtroppo a un passo dalla retrocessione in serie C dopo una stagione davvero tremenda.

Quello tra Plizzari e Zima è stato un dualismo senza alcun senso creato dalla società, con un’alternanza che ha indebolito entrambi e affossato gli amaranto, considerando com’è andata la stagione. Di sicuro, a luglio dello scorso anno, sarebbe stato più logico inserire un portiere di esperienza alle spalle del ceco, un portiere di 36-37 anni - giusto per fare un esempio - senza la pretesa del posto da titolare ma pronto a subentrare in caso di necessità.

E qui ci sono le responsabilità dell’ex ds Elio Signorelli, ma anche del tecnico Roberto Breda, convinto a inizio stagione delle potenzialità di Plizzari come vice-Zima.

STAGIONE NERA

L’ultima papera è stata quella di Zima nella trasferta di Salerno, un’uscita a vuoto costata il gol di Djuric e di conseguenza la 17esima sconfitta in campionato del Livorno, un numero impressionante dopo 25 giornate. Ma tutto il campionato è stato più o meno così, con errori del portiere ceco ma soprattutto di Plizzari, arrivato qui come erede di Gigio Donnarumma e ora con un grosso punto interrogativo nel futuro: di certo le sue prestazioni non sono sfuggite al Milan, che a questo punto dovrà fare valutazioni diverse rispetto a qualche mese fa.

Inizialmente era partito titolare Zima, poi gli errori nel ko interno con la Salernitana (2-3) hanno regalato una chance a Plizzari con il Chievo, una chance tutt’altro che sfruttata dall’ex portiere della Primavera rossonera. A quel punto c’è stato il ritorno di Zima per 6 partite di fila, prima della nuova rivoluzione con Plizzari titolare nelle successive 11, quasi tutte con errori non indifferenti. E così si arriva alla sfida di domenica scorsa, con il ceco al posto del portierino classe 2000 (fuori per un problemino fisico) e con l’ennesimo regalo agli avversari.

10 ANNI DI BUIO

Continua così la maledizione tra i pali del Livorno, figlia soprattutto di scelte sbagliate nelle varie sessioni di mercato. Prendendo in considerazione gli ultimi dieci anni amaranto, l’unico portiere con un rendimento all’altezza della situazione - al di là della squalifica e dell’iter giudiziario in corso - è stato Luca Mazzoni, spesso criticato ma comunque affidabile tra i pali.

Poi tanti flop, a partire ovviamente da Carlo Pinsoglio, il portiere della vergogna nell’anno dell’ultima retrocessione in serie C, fino a Francesco Bardi, in difficoltà nella serie A 2013/14. Scelte sbagliate, appunto, scelte che alla fine sono costate moltissimo al Livorno.

Quest’anno gli errori di Plizzari e Zima sono stati tanto evidenti quanto numerosi, hanno lasciato il segno togliendo continuamente punti agli amaranto. Certo, non si spiega soltanto così la situazione in classifica del Livorno, ma quasi sicuramente - con un portiere più affidabile - oggi la squadra di Breda avrebbe qualche punto in più. E anche qualche speranza in più. —



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