Gioco
Toscana Food fragile, non regge l’assalto del colosso Agliana e deve arrendersi
AGLIANA. Nessuna sorpresa da Agliana. Non era certo alla “Capitini”, campo assai ostico per tutte, che i giovanissimi del Don Bosco potevano razionalmente sperare di fare bottino. Ai neroverdi, ora terzi in classifica per la contemporanea sconfitta di Siena a Livorno e a soli due punti dalla vetta, bastano i primi 5’ della gara per metterla sui binari di sicurezza: 16-2 al 5’33” con Bogani e Nieri che cominciano a crivellare la retina livornese.
Il Don Bosco lima qualcosa, ma poco, a fine periodo, per poi avere un bel sussulto nel secondo grazie a una fiammata di Korsunov, alla fine il migliore dei suoi nonostante l’1/8 da 2 punti, mentre è incoraggiante il 4/6 da 3 condito da 8 rimbalzi.
Così Agliana, che comandava in scioltezza a metà quarto (36-23) si ritrova gli ospiti a tiro per via degli 8 in fila del lituano e di una tripla poco prima dell’intervallo lungo del giovanissimo Mazzantini, 42-36 e partita teoricamente riaperta. Ma solo teoricamente perché si sa come vanno le cose in questi casi: chi più ne ha, più ne mette, nella circostanza esperienza, fisicità, abitudine alla categoria.
Dopo il riposo Agliana dà un bel giro di vite alla difesa e per il Don Bosco (tra l’altro privo di Ense) fare canestro diventa difficile così come era stato nei primi minuti di gara, anche perché la squadra di Aprea in una serata particolarmente difficile per Onojaife, sovrastato dal più esperto Tuci, viene perso nettamente anche il confronto sotto i tabelloni (46 a 32). In buona sostanza nel terzo periodo solo 7 punti segnati, di cui 3 però a pochissimi secondi dalla sirena grazie a una tripla di Bechi, dopo che i padroni di casa avevano già toccato il + 20 (60-40 al 29’25”).
Così l’ultimo quarto diventa valido solo per le statistiche, 10’ senza un sussulto alcuno: Agliana controlla senza problemi dando spazio anche alle seconde linee, Il Don Bosco, con pochissime eccezioni, fatica molto a fare canestro, non riuscendo a toccare, una volta di più, i 60 punti.
«Non abbiamo molti punti nelle mani – commenta coach Aprea a fine gara – e questo lo sappiamo da sempre. Ma questa volta, nell’unico passaggio della gara nella quale abbiamo segnato abbastanza, abbiamo però abbassato la qualità difensiva e quindi in sostanza è cambiato poco. Sapevamo comunque che non era certo questa la partita che obiettivamente potevamo sperare di vincere. Fortuna che le più difficili sono alle spalle: ora ne abbiamo tre sicuramente più alla nostra portata (Synergy in casa, Montevarchi fuori e Altopascio). –
F.P.
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