Gioco
Pielle a tutta grinta nel finale infuocato Costretta alla resa la superstar Siena
Tirate fuori i fazzoletti, senza vergognarvi. Sull’orlo del baratro dopo le tre sconfitte consecutive, la Pielle vince una partita che definire commovente è perfino poco rimandando battuta la capolista Siena che veniva, invece, da un favorevolissimo periodo, 99 punti contro Prato una settimana prima, oltre 30 di meno, ieri, in un PalaMacchia ribollente di affetto e entusiasmo.
Partita e clima in perfetto stile play-off, dove statistiche e tecnica pagano dazio rispetto al cuore, all’intensità, a quello che un secolo fa Dan Peterson definiva “sputare sangue”. E di sangue, in senso metaforico ovviamente, la squadra di Da Prato ne sputa tanto, per restare aggrappata (a inizio gara con un grande Burgalassi) a una partita quasi sempre a rincorrere, nella quale Siena è bravissima a punire con freddezza anche il più piccolo errore dei livornesi, fra i quali tra l’altro non sono in serata di grazia due uomini importanti come Stolfi e Baroncelli (3 punti in 2, 1/8).
Gli arbitri faticano molto a tenere in pugno una partita difficile, più spesso togliendo (assurdo il tecnico a Da Prato che aveva solo segnalato il suono della sirena) e forse restituendo qualcosa (ma solo qualcosa) nel finale giocato all’arma bianca.
Ma non chiuderla prima, quando navigava con il vento in poppa, anche 11 di vantaggio, grazie a un parziale di 2 a 13 a cavallo dell’intervallo lungo (32-43) costerà poi carissimo alla capolista che arriva con la Pielle ancora a tiro alla volata dei 5’finali (58-62) dopo un + 9 Siena al 34’29” (53-62) che era sembrato mettere la parola fine all’incontro.
Magni, poi Dell’Agnello (rientrato in campo dopo un leggero infortunio, con Bonaccorsi comunque assai lucido e coraggioso), il sorpasso arrivava con una tripla di Creati (uno dei migliori nonostante un paio di palle perse sanguinose), 65-64 al 37’45”. Curva già calda fino a lì che diventava incandescente, poco più di una panchina dove anche chi non giocava spendeva tutto il possibile.
Siena perdeva tutte le sue certezze e la lucidità che l’aveva contraddistinta per tre quarti e mezzo di partita, Dell’Agnello in una delle sue entrate che tutti in Toscana conoscono ma che in pochissimi sanno difendere, 67-64 al 38’20”. Siena accorcia con Casoni (67-66) ma Magni (ultimi 5’da protagonista assoluto) regala il 69-66 al 39’10”.
Esce per il 5° fallo Fantoni dopo una partita di grande spessore in difesa e anche con due canestri di fondamentale importanza, poi c’è una mischia su una palla vagante sotto il canestro di casa a – 17” dalla fine: quelli della Pielle ci vanno in 4 (! ), di maglie di Siena ce n’è una sola e questo dice tutto sullo spirito che ha contrassegnato gli ultimi minuti di gara. La freccia dice rimessa Pielle: è come un tesoretto. Siena dopo appena 1” manda in lunetta Magni che se la ride sotto i baffi: 71-65 e che la festa inizi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
