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Spinelli dice di credere nella salvezza, ma i numeri condannano il Livorno

Gianni Tacchi
Spinelli dice di credere nella salvezza, ma i numeri condannano il Livorno

Negli ultimi venti campionati di serie B solo due squadre dopo 24 giornate hanno fatto peggio e tutte sono retrocesse

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LIVORNO.  Ultimissimo in classifica, condannato alla retrocessione e vergognoso a livello di prestazioni. Eccolo, il Livorno dei primi mesi del 2020, un disastro completo. Eppure Aldo Spinelli, che da una parte dice di voler vendere e dall’altra si presenta a Tirrenia per caricare la squadra, studia tabelle di marcia e sembra l’unico a credere ancora nella salvezza. «Ci sono ancora 42 punti in palio, abbiamo l’obbligo di tentare l’impresa», ha detto il presidente nei giorni scorsi. Giusto lottare, perché qui bisogna rispettare la maglia e la piazza, ma pensare a un altro anno in B è utopia. Lo dice la classifica, considerando i 14 punti del Livorno e il –12 dai playout, ma lo dice anche la storia di questo campionato. Negli ultimi vent’anni di serie B, nessuna squadra con 14 o meno punti alla 24esima giornata è riuscita a salvarsi. D’altronde si tratta di un bottino così misero, fatto di 2-3 vittorie e tantissime sconfitte, da non lasciare spazio a sogni, svolte e rivoluzioni.

PEGGIO DEL LIVORNO

Il disastro amaranto ha pochi, pochissimi precedenti nella storia della serie B. Dalla stagione 1999/2000 a oggi, guardando le ultime in classifica dopo 24 turni e non prendendo in considerazione le penalizzazioni, solo due squadre avevano meno punti del Livorno di oggi. Una è l’Avellino, che chiuse il gennaio del 2004 con 13 punti e un solo successo, l’altra invece è il Catanzaro, che allo stesso punto del campionato 2005/2006 si ritrovò addirittura a quota 12: al termine di quelle stagioni, entrambe finirono direttamente in C.

Malissimo anche la Juve Stabia 2013/2014, ultima con 14 punti dopo le prime 24 giornate – proprio come la squadra di Roberto Breda – e ultima anche a fine stagione, con appena 5 punti in più. Ecco, il Livorno deve assolutamente evitare un finale del genere, cercando di mettere in campo l’orgoglio personale, il rispetto per i tifosi, anche la giusta cattiveria. Basta rassegnazione, basta frustrazione, basta sguardi persi nel vuoto: qui bisogna chiudere almeno con dignità.

I PRECEDENTI AMARANTO

Questi 14 punti dopo 24 gare, frutto di un mercato estivo sbagliato e di una squadra senza personalità, sono anche il peggior rendimento del Livorno in serie B nell’era Spinelli: a questo punto del torneo, gli amaranto ne avevano 20 nella scorsa stagione, 27 nell’anno dell’ultima retrocessione in C e 26 nel tragico campionato della scomparsa di Morosini.  Insomma, il Livorno non è mai stato così in basso, non solo a livello di punti ma anche di entusiasmo.

Quasi tutta la città spera nel cambio di proprietà: sabato scorso Aldo Spinelli è stato contestato anche dalla tribuna, da quei tifosi che storicamente sono sempre stati dalla sua parte. Per la salvezza servivano giocatori pronti a inizio gennaio, invece la società ha preso gli scarti e poi si è affidata agli svincolati: l’ennesima follia di una stagione senza logica. Che tutti sperano si possa chiudere al più presto e senza danni collaterali aggiuntivi.

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