Gioco
Toscana Food Don Bosco non fa miracoli L’Umana Chiusi si impone senza affanni
Il testacoda non riserva sorprese, né poteva farlo. Troppo evidente la differenza di valori in campo, sotto tutti gli aspetti: fisicità, esperienza, abitudine alla categoria.
Nondimeno, non inganni il punteggio finale, la partita della Toscana Food Don Bosco non è del tutto da buttare, perchè tenere una corazzata come Chiusi a 62 punti (suo minimo punteggio stagionale) non è facile, impossibile se non si avesse avuto voglia di difendere e sporcarsi i gomiti fino all'ultimo secondo, anche quando la partita era abbondantemente compromessa.
Ma, purtroppo non è la prima volta, sono le percentuali di realizzazione che sono un pianto, questa volta assai più di altre.
Il Don Bosco di questa stagione non è squadra con molti punti nelle mani e lo si sapeva, ma segnando con quelle medie vincere diventa impossibile e non solo contro la prima della classe.
Il tiro da 3 continua a essere una terra straniera (2/20), tradisce anche la linea della carità dove i ragazzi di Aprea restano sotto il minimo sindacale del 50 per cento.
Il buongiorno si vede al mattino e il Don Bosco comincia la partita sbagliando i primi 5 tiri ma Chiusi non scappa via subito un po’ per la buona difesa dei rossoblù, un po’ perché è imprecisa in fase di costruzione perdendo ben 6 palloni nel solo primo quarto il che consente ai padroni di casa di chiuderlo in vantaggio minimo. Ma lì comincia e lì finisce.
Nel secondo quarto il Don Bosco segna dal campo, può sembrare incredibile ma è così, una sola volta su 17 tentativi e Chiusi non può fare a meno di scappare, prima con la tripla di Lombardo con cui gli ospiti chiudono un parziale di 0-11 che rovescia la partita, poi con Radunic e Ceccarelli mentre, sotto, l'esperto Manetti condanna Onojaife a una serata nella quale le uniche soddisfazioni arrivano solo dai rimbalzi, tanti come al solito (17) ma il canestro è una chimera (1 su sette).
Non cambia niente dopo il riposo. Il Don Bosco continua a segnare con il contagocce (a fine terzo quarto la percentuale è di 8/43...) e Chiusi, pur senza strafare, non può far meno di allungare (25-47 al 29'14”) per poi rendere abissale il divario nell'ultimo periodo (29-58 al 35'26”).
A fine partita, il coach della squadra labronica Marco Aprea ricorda che «non abbiamo raggiunto nemmeno il 50% ai tiri liberi e lì l'avversaria non c’entra, è solo una questione di testa».
Come se ne esce? La rispeta del coach rossoblu guarda al futuro: «Noi tutti i giorni andiamo in palestra per migliorare ogni nostra carenza, non è certo il lavoro che ci spaventa. Ora comunque, passata Agliana, avremo tre partite di ben altra difficoltà, dalle quali dipenderà tutto». —
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