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serie c gold 

Toscana Food Don Bosco non fa miracoli L’Umana Chiusi si impone senza affanni

Francesco Parducci
Toscana Food Don Bosco non fa miracoli L’Umana Chiusi si impone senza affanni

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Il testacoda non riserva sorprese, né poteva farlo. Troppo evidente la differenza di valori in campo, sotto tutti gli aspetti: fisicità, esperienza, abitudine alla categoria.

Nondimeno, non inganni il punteggio finale, la partita della Toscana Food Don Bosco non è del tutto da buttare, perchè tenere una corazzata come Chiusi a 62 punti (suo minimo punteggio stagionale) non è facile, impossibile se non si avesse avuto voglia di difendere e sporcarsi i gomiti fino all'ultimo secondo, anche quando la partita era abbondantemente compromessa.

Ma, purtroppo non è la prima volta, sono le percentuali di realizzazione che sono un pianto, questa volta assai più di altre.

Il Don Bosco di questa stagione non è squadra con molti punti nelle mani e lo si sapeva, ma segnando con quelle medie vincere diventa impossibile e non solo contro la prima della classe.

Il tiro da 3 continua a essere una terra straniera (2/20), tradisce anche la linea della carità dove i ragazzi di Aprea restano sotto il minimo sindacale del 50 per cento.

Il buongiorno si vede al mattino e il Don Bosco comincia la partita sbagliando i primi 5 tiri ma Chiusi non scappa via subito un po’ per la buona difesa dei rossoblù, un po’ perché è imprecisa in fase di costruzione perdendo ben 6 palloni nel solo primo quarto il che consente ai padroni di casa di chiuderlo in vantaggio minimo. Ma lì comincia e lì finisce.

Nel secondo quarto il Don Bosco segna dal campo, può sembrare incredibile ma è così, una sola volta su 17 tentativi e Chiusi non può fare a meno di scappare, prima con la tripla di Lombardo con cui gli ospiti chiudono un parziale di 0-11 che rovescia la partita, poi con Radunic e Ceccarelli mentre, sotto, l'esperto Manetti condanna Onojaife a una serata nella quale le uniche soddisfazioni arrivano solo dai rimbalzi, tanti come al solito (17) ma il canestro è una chimera (1 su sette).

Non cambia niente dopo il riposo. Il Don Bosco continua a segnare con il contagocce (a fine terzo quarto la percentuale è di 8/43...) e Chiusi, pur senza strafare, non può far meno di allungare (25-47 al 29'14”) per poi rendere abissale il divario nell'ultimo periodo (29-58 al 35'26”).

A fine partita, il coach della squadra labronica Marco Aprea ricorda che «non abbiamo raggiunto nemmeno il 50% ai tiri liberi e lì l'avversaria non c’entra, è solo una questione di testa».

Come se ne esce? La rispeta del coach rossoblu guarda al futuro: «Noi tutti i giorni andiamo in palestra per migliorare ogni nostra carenza, non è certo il lavoro che ci spaventa. Ora comunque, passata Agliana, avremo tre partite di ben altra difficoltà, dalle quali dipenderà tutto». —



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