Gioco
«Mi prendo anche gli insulti ma non scappo e non mi dimetto»
Roberto Breda non replica alle accuse del presidente Spinelli «Non mi pare che le partite senza di me siano state migliori»
L’INTERVISTA
FABRIZIO PUCCI
Roberto Breda è la maschera della delusione. Occhi rossi. toni di voce basso. Parla lentamente, ma quasi nono aspetta la prima domanda per la prima ammissione: «Abbiamo giocato con paura e con la paura non si va da nessuna parte». Poi prosegue: "Non si può giocare una partita così importante con questo atteggiamento. Dovevamo vincere i duelli e invece li abbiamo persi tutti».
Breda, prestazione vergognosa...
«Quando prendi gol e dopo un minuto ne prendi subito un altro significa che non ci sei. Non si può nemmeno dare la colpa solo ai ragazzi. Siamo tutti responsabili».
Fine dei giochi?
«Dobbiamo resettare, finché la matematica ci dà una possibilità dobbiamo provarci, ma è certo che prestazioni come questa non aiutano. Dopo il primo gol siamo spariti».
Spinelli è stato contestato, ma in quel momento il presidente dalla tribuna ha indicato lei. Che ne pensa?
«Il presidente è il proprietario della società. Può fare tutto quello che vuole».
Sta pensando di dimettersi?
«Per me le dimissioni sono una fuga. Io resto. È giusto che prenda gli insulti, ma non ho intenzione di abbandonare. Sono state giocate anche alcune partite senza di me e non mi pare che le cose in quella parentesi siano migliorate. Io sono uno dei problemi? Io so che dai problemi non sono mai scappato».
Torniamo alla partita. Dieci undicesimi della squadra vista a Pordenone, ma prestazioni opposte. Perché?
«Avevo confermato la squadra della settimana precedente per dare continuità ai ragazzi. La realtà è che abbiamo giocato male anche altre volte, ma siamo sempre riusciti a fare la partita. Contro il Cosenza no».
Ma perchè?
«Abbiamo sbagliato tutto. Approccio e intensità. Trovare un colpevole serve a poco. Forse a Udine eravamo più liberi di testa. Oggi (ieri ndc) la palla sembrava scottarci tra i piedi. Sembra quasi che ci faccia male giocare in casa, ma se la salvezza non la costruisci tra le mura amiche dove la vuoi costruire. C'è pure da dire che non ci va mai bene nemmeno un episodio. Penso alle occasioni di Rizzo e Marras nel primo tempo, a quella di Marras nella ripresa e alla traversa di Bogdan. Sono considerazioni secondarie, perché la partita l'avete vista tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
