Il Tirreno

Livorno

Dai proclami alla corsa agli svincolati: il mercato delle follie

F.P.

Il 29 dicembre il Livorno pareggia a Empoli e Tramezzani chiede rinforzi, poi il ko di Ascoli e l’esonero. Fino ai 400 mila euro spesi per Silvestre 

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il bilancio

La descrizione della sessione invernale del mercato amaranto sta tutta in otto parole: dall’immobilismo all’interventismo. Un aggettivo? Schizofrenico. Torniamo indietro al 29 dicembre. Il Livorno pareggia a Empoli al termine di una prestazione gagliarda e incoraggiante. È il primo punto di Paolo Tramezzani. Arriva all’ultima partita dell’anno solare che coincide con l’ultimo impegno dell’anno solare. Al Castellani c’è il nuovo direttore sportivo Vittorio Cozzella. La situazione di classifica (ultimo posto con 12 punti) sembra urlare la necessità di acquisti di alto profilo da concretizzare nei primissimi giorni delle trattative in modo da consegnare i rinforzi all’allenatore al primo allenamento dopo la sosta. E invece? E invece nulla di nulla.

MERCATO FERMO

Passano i giorni, Tramezzani in conferenza stampa dice più volte: «La società è a conoscenza delle mie richieste. Sa che cosa voglio e in quali reparti lo voglio». Il ds Cozzella dopo un inizio incoraggiante almeno nelle intenzioni («Voglio gente che creda nell’impresa della salvezza») sbatte contro una realtà dura. I giocatori finiti nel mirino (uno su tutti l’attaccante Matri) rifiutano dopo aver dato uno sguardo alla spaventosa classifica. Tutte le squadre sembrano avere più appeal del Livorno così gli amaranto giocano le prime due partite dell’anno nuovo senza nessun rinforzo. Con l’Entella è un sanguinoso 4-4. A Perugia, senza sette titolari, finisce 1-0 per gli umbri. È la fine anche perché non solo a poche ore dalla conclusione del mercato non è ancora arrivato nessuno, ma anche perché fioccano le cessioni eccellenti: Gasbarro va al Pordenone. Gonnelli firma per l’Alessandria. I due difensori non sono i primi ad preceduti Agostino Rizzo (Avellino) e Sonny D’Angelo (Potenza).

I PRIMI COLPI

La squadra è in caduta libera. In un clima di schiacciante sfiducia arrivano nell’indifferenza generale l’attaccante Ferrari e il centrocampista Awua dal Bari. Sul Tirreno pubblichiamo una foto che li ritrae – quasi spauriti – al loro arrivo all’aeroporto di Pisa. Con l’Ascoli si consuma lo strappo definitivo tra società e tifoseria. C’è contestazione. Awua e Ferrari debuttano, ma i marchigiani si impongono 0-3. Sembra una situazione destinata a incancrenirsi con una retrocessione ormai sicura e la squadra a pezzi e senza ulteriori rinforzi. A pochi minuti dalla fine del mercato, arriva Mattia Trovato dal Cosenza. Si tratta di un movimento di contorno.

ACQUISTI IN SERIE

Il dopo-Ascoli è effervescente. Spinelli caccia Tramezzani, richiama Breda poi annuncia in tv che intende rinforzare la squadra rispolverando un proclama di dicembre del tutto disatteso. Il sindaco Salvetti a fine partita si presenta in sala stampa e dice di aver incontrato tre soggetti interessati all’acquisto del Livorno. Sono i prodromi dell’ormai celebre incontro genovese tra la famiglia Spinelli e Yousif Majd del 5 febbraio. Il sasso nello stagno è lanciato. Spinelli sembra svegliarsi dal torpore e in poche ore fa ciò che non ha fatto in un mese di mercato. Compra. Svincolati, certo, ma li tessera. E spende. Mette sotto contratto un crac per la categoria: il difensore Matias Silvestre. Costo complessivo del cartellino sui 400mila euro per sei mesi: tantissimi. Si tratta di un importo che sfonda i canonici budget spinelliani. Arrivano anche Seck dall’Almere City via Roma e lo svedese Agardius. Non è finita, firma l’attaccante Robin Simovic. In totale gli arrivi invernali sono sette. Non pochissimi. La domanda che sorge spontanea è: Perché si è passati dal nulla alla masse di acquisti?

F.P.

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di Redazione web