Gioco
I 5 anni del Golf Club e il sogno di un green a 12 buche: il primo “impianto di città”
Quello di Banditella rappresenta un modello di lancio per questo sport che sarà imitato da tutti
Ospiti d’onore all'incontro organizzato al Golf Club Livorno per celebrare i cinque anni di vita del circolo. Il Sindaco Luca Salvetti, nelle ore immediatamente precedenti il passaggio di proprietà del Livorno Calcio, non ha voluto mancare alla promessa fatta al presidente Andrea Scapuzzi intervenendo e ricordando la vocazione sportiva della città e il fatto di essere stato presente, ma come giornalista, quando l'allora sindaco Cosimi (che doveva risolvere il problema dei lavoratori in eccedenza all'ippodromo) e lo stesso Scapuzzi (anche presidente del consiglio regionale Federgolf) gettarono le basi di questa avventura che, a molti, sembrava impossibile. Il sindaco non ha escluso la possibilità, di un ulteriore aiuto dell'Amministrazione al Golf Club con la concessione di altre aree limitrofe per quello che al momento è ancora scritto nel libro dei sogni: l'ampliamento fino a 12 buche, secondo quella che sembra la tendenza del futuro. «Sì, perchè – ha detto il consigliere federale Giovanni Collini – il percorso classico a 18 buche mal si attaglia, ovviamente a livello amatoriale, con la vita frenetica di oggi, condotta con lo smartphone perennemente on-line. Per un percorso a 18 buche sono necessarie 4 ore, che possono diventare 6 per i tracciati più impegnativi. Troppo tempo, per cui dall'Europa del Nord sta prendendo piede il percorso a 12 buche, che è il giusto compromesso. Sarebbe bello che Livorno, che già è stato il primo esempio di city golf in Italia, un vero e proprio esperimento pilota per portare il golf dentro le città, potesse esserlo anche in questa occasione». Presente anche Gian Paolo Montali, direttore generale del progetto Ryder Cup 2022. La Ryder Cup è il terzo evento sportivo mediaticamente più seguito al mondo, subito dopo le Olimpiadi e i Mondiali di Calcio e per una decina di giorni il Golf entrerà “in chiaro” nelle case di tutti gli italiani. Attorno a questo evento, Federazione e Coni hanno sviluppato un progetto che in 12 anni dovrà portare alla realizzazione di altri 50 city golf, sul modello Livorno, oltre a progetti collegati alle collaborazioni con le scuole, all'insegnamento ai disabili e al golf femminile (peraltro già assai numerosa la presenza di giocatrici nella nostra città). Non a caso proprio in questi giorni, la maestra professionista del circolo livornese, Monica Moraldo, ha partecipato a Roma a un corso per l'insegnamento del golf ai malati di autismo che, in tempi brevi, anche a Livorno avranno accesso al gioco. Il delegato provinciale Coni, Giovanni Giannone ha a sua volta ricordato come da questa sinergia pubblico-privato sia nata la creazione di posti di lavoro, oltre alla pratica in città,già 200, di uno sport fino a 5 anni fa assente in una delle realtà italiane a più alto tasso di pratica sportiva. Il presidente Andrea Scapuzzi, con orgoglio, ha ricordato gli enormi passi in avanti compiuti da quando i progettisti Umberto e Tommaso Franceschi riuscirono a trasformare una discarica in un percorso rispondente a tutti gli standard federali, a quello che è stato realizzato in questi 5 anni e ha illustrato i prossimi obiettivi, alcuni realizzabili nell'immediato futuro, come la costruzione del deposito per le sacche e, in tempi medi, l'innalzamento di un piano della club house e la costruzione di una piscina. La chiusura è stata di Gabriele Vittori, responsabile del campo, che ha illustrato la totale ecosostenibilità del campo, interamente inerbito con macroterme a basso consumo di acqua e senza necessità di prodotti inquinanti nonostante la vicinanza con il mare (per altri versi un fiore all'occhiello) crei problemi per l'eccessiva salinità degli approvvigionamenti idrici. —
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