Il Tirreno

Livorno

«Grazie di cuore di ciò che ha fatto ora, Spinelli, il suo tempo è finito»

Alberto Risaliti
«Grazie di cuore di ciò che ha fatto ora, Spinelli, il suo tempo è finito»

L’intervento di un tifoso sulla crisi amaranto e il rapporto incrinato tra società e città 

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LA LETTERA

Egr. Sig. Aldo Spinelli, Le scrissi una lettera poi pubblicata su tutti i quotidiani cittadini prima della 7ma giornata del campionato di serie A 2005/2006, prima di Inter-Livorno 5-0. Lettera che creò molto malumore. Dopo 14 anni tornare a disturbarLa per esprimere un paio di concetti.

Partiamo dalla telefonata fatta a Telecentro2 domenica 2 febbraio. Ma Lei fosse stato il Presidente della Juve Stabia avrebbe avallato il trasferimento di Forte a 2 ore dalla chiusura del calciomercato invernale senza aver possibilità di rimpiazzarlo? Lei avrebbe dato il Suo benestare? E mettendosi nei panni del giocatore, ancora Lei anche per il triplo dei soldi si sarebbe spostato a 2 ore della chiusura del calciomercato?

Se voleva convincerlo doveva avvicinarlo i primi giorni di mercato, fargli credere che avrebbe rinforzato la rosa e… forse il giocatore ci poteva cascare e farci magari anche un pensierino. Capisco che Lei è un ferrato giocatore di poker ma credo che così sarebbe stato troppo anche per Lei.

Sa cosa irrita del Suo atteggiamento? Che Lei fin dall’inizio sapeva che non avrebbe comprato nessuno, e vista la situazione in classifica posso arrivare a condividere la scelta, ma eviti di fare quelle sceneggiate in televisione, creda, è quasi meglio di quelle di Mario Merola. Una volta per tutte parli in maniera chiara alla città, si tolga la maschera e dica i suoi veri propositi.

Non racconti ancora novelle dove declama che in 3 anni sarà nuovamente in serie A, non ci crede neppure Lei mentre lo dice, Lo ammetta da uomo serio quale dice essere. Almeno una volta smetta di scherzare. Grazie. A volte Sig. Spinelli per la Sua ingenuità mi fa pure tenerezza. Ma non so se la Sua è ingenuità o scaltrezza!

Altra cosa che irrita è che i Suoi interlocutori giornalisti, la assecondino teneramente in tutto, nessuno che obietti mai niente, come se riuscisse a plagiarli. Unico che ha provato a svegliarsi da questo torpore è “Il Tirreno” e Lei infastidito ha ordinato di interrompere ogni tipo di relazione con il quotidiano della città.

Signor Spinelli da tifoso pacato Le chiedo gentilmente di vendere tutti i Suoi giocatori, faccia cassa e ci liberi, lo chiedo per favore, altrimenti si prenda i Suoi giocatori fondi la “Spinellese” e la faccia giocare a Genova, magari nel Suo giardino di casa , ma La prego ci liberi.

In queste righe non l’ho mai chiamata “Presidente”, se n’è accorto?

Per me Lei non è il Presidente della squadra di calcio di quella città dove prima di Lei, secondo Lei, si conosceva solo il basket. Solo per rinfrescarLe la memoria nel 1942 la squadra di calcio di “quella città” arrivò seconda dietro al grande Torino di Valentino Mazzola. Lei nel 1942 aveva due anni non credo sapesse di calcio.

Tutto nella vita ha un inizio ed una fine! La ringrazio, con il cuore, per cosa ha fatto per il Livorno calcio negli ultimi anni, cose buone altre meno ed altre veramente pessime. La storia tra Spinelli e il Livorno calcio è terminata! È la vita ne prenda atto.

Grazie per la pazienza .

Alberto Risaliti



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