Gioco
Toscana Food senza benzina dopo 15’ alza bandiera bianca a Pontassieve
PONTASSIEVE. Un passo indietro, anzi anche due o tre. La Toscana Food determinata, quasi con la bava alla bocca, vista una settimana prima strappare nel finale con il cuore una vittoria importantissima contro il talento di Montale, resta un bel ricordo sul campo di Pontassieve dove la più quadrata e esperta squadra di Pescioli soffre solo per un tempo e mezzo con i giovani rossoblù. Poi è monologo locale col Don Bosco che si riscopre poverissimo in attacco nonostante i quattro uomini in doppia cifra.
64 punti alla fine, ma di questi 14 arrivano nel garbage time finale: a 5’dall’ultima sirena, a partita ormai stravinta per Occhini e compagni, i livornesi avevano da pochi secondi toccato il muretto dei 50. Di contro quelli di Valdisieve hanno mano fatata, specie dalla lunga. Una grandinata di triple (13/28, 46%) che stride paurosamente con il modestissimo 2/16 (12%) del Don Bosco e, come noto, nel basket moderno senza tiro da tre il più delle volte si va poco lontano. Una causa, l’altra (probabilmente maggiore) l’incapacità ormai accertata, specie in trasferta, di adeguarsi alle maniere forti che gli avversari scelgono quando le cose per loro si mettono male.
Il Don Bosco parte bene, reagendo subito al primo accenno di fuga dei padroni di casa (9-2 al 3’33”) con un parziale di 2-7 con dentro 5 punti di un Korsunov decoroso ma ancora lontano dai suoi livelli migliori, specie in difesa. Dopo metà quarto comunque è quasi parità (11-10) e da quel momento la prima frazione è testa a testa con la Toscana Food che saluta la prima sirena con un punticino di vantaggio (23-24). È il momento migliore: un altro parziale di 2-7 con il timbro di Kuuba per il massimo vantaggio esterno, 25-31 al 12’33”.
Ma come altre volte accaduto, specie in trasferta, il Don Bosco cambia improvvisamente pelle, davanti al ricorso alle maniere forti di Valdisieve. Coccia, Occhini, Rossi se vogliamo non saranno giocatori dal talento cristallino ma gettano in campo tutto il peso della loro esperienza, di gente che questa categoria la bazzica da anni, mentre il lungo Dionisi costringe Onojaife a una serata triste (1 su 8) solo in minima parte salvata dai tanti rimbalzi (13).
Arrivano, quindi, 5 minuti 5 di buio totale, nei quali non ne va bene niente: né in attacco (nemmeno un punticino segnato) né in difesa, con 13 incassati che rovesciano la partita, 38-31 al 17’43”. All’intervallo lungo il Don Bosco sarebbe ancora teoricamente a tiro (-7) ma l’unica realizzazione di Onojaife consente solo di ottenere il ritardo più breve di questa seconda parte di gara (43-38 al 20’41”), poi ricomincia il monologo biancoverde con la difesa livornese a guardare.
Prima di fine periodo Valdisieve tocca per la prima volta i 20 di margine attivo (66-46 al 28’33”) mentre il Don Bosco continua a segnare con il contagocce. Un altro 15-4 perché il passivo assuma proporzioni abissali (81-50 al 35’02”) prima della ripresina finale. Ma si può (anzi si deve) dare di più. —
Fr.Par.
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