Gioco
Il ritorno di Breda sulla panchina del Livorno, nella villa di Genova la stretta di mano con Spinelli
Pochi minuti di colloquio e l’impegno a salvare il salvabile Oggi pomeriggio il primo allenamento al centro Coni
LIVORNO. Roberto Breda atto secondo. È ormai tutto pronto per il ritorno in sella del tecnico veneto. Alle sei di sabato pomeriggio, con la Caporetto casalinga con l'Ascoli ancora calda, la prima telefonata. Mittente il 366 del presidente Spinelli, ricevente il 333 dell'allenatore. L'intesa era stata trovata subito, ma sul momento le parti si erano aggiornate a domenica pomeriggio. Dubbi sul ritorno di Breda, però non potevano essercene. Perché? Semplice. La società - con la squadra praticamente già retrocessa - non avrebbe mai sperperato altri soldi in una terza guida tecnica dopo l'interregno di Tramezzani. Tanto valeva richiamare l'allenatore esonerato a dicembre dopo la sconfitta di Spezia e con un bottino (si fa per dire) di 11 punti in 15 partite.
Dall'altra parte Breda, difficilmente avrebbe potuto rifiutare l'incarico, pena la rinuncia a un anno e mezzo di ingaggio. Roba da oltre 200mila euro da qui a giugno 2021, non esattamente bruscolini. Semmai forse Spinelli avrebbe sperato in un diniego di Breda per ripiegare magari su una soluzione interna (Filippini?) e risparmiare tanti bei soldini.
IL RITORNO
L'appuntamento tra Breda e Spinelli, inizialmente fissato per il pomeriggio di ieri a Genova, nei fatti è stato anticipato al mattino. Si è trattato di una riunione ristretta che non ha visto la presenza del ds Cozzella, trattenuto altrove da impegni presi in precedenza. Pochi minuti e l'intesa è stata ratificata con una stretta di mano e la promessa da parte dell'allenatore di fare tutto il possibile per restituire dignità alla squadra nel comune auspicio che questo possa essere sufficiente per dare un senso alla parte conclusva del campionato. Roberto Breda già questo pomeriggio guiderà la squadra nel primo allenamento settimanale al Centro Coni di Tirrenia.
COSA TROVA BREDA
La gestione Tramezzani è durata cinquantatre giorni. In questo lasso di tempo molte cose sono cambiate, altre sono rimaste tali e quali. Tra le seconde c'è la classfica vergognosa e lo scarso feeling dei tifosi proprio nei confronti di Breda il cui esonero fu accolto come una vera e propria liberazione da gran parte degli sportivi. Al tecnico veneto, infatti, viene data la colpa dell'allontanamento di Diamanti, vero peccato orginale di questa stagione e quella dichiarazione avventata («Questa squadra è più forte di quella dell'anno scorso») che poi è stata smentita in modo clamoroso dal campo. Cioè che invece è cambiato radicalmente è la squadra che dal mercato di gennaio è uscita addirittura indebolita. In questo senso la società ci si è messa d'impegno e ha compiuto un'impresa difficilmente ripetibile, ma tant'è.
Al posto del suo pupillo Raicevic, Breda trova Franco Ferrari che nello spezzone di partita di sabato con l'Ascoli non ha sfigurato. Soprattutto il tecnico veneto avrà a che fare con una difesa decimata, non da infortuni o squalifiche, ma dalle assurde cessioni di Gasbarro e Gonnelli. Insomma. La situazione è disperata e molto probabilmente spetterà proprio all'allenatore appena richiamato in panchina il pietoso compito di staccare l'esile filo che lega il Livorno alla serie B, magari non prima di aver venduto cara la pelle con il Pisa e con lo Spezia, unici, miseri obiettivi rimasti.
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