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«Mi aspettavo più sincerità e più onestà»

Gianni Tacchi
«Mi aspettavo più sincerità e più onestà»

L’amarezza di Tramezzani che prima viene mandato in conferenza stampa e poi viene avvertito dell’esonero

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«Non mi dimetto, lo faccio per amor proprio e per rispetto dei ragazzi: sinceramente sono le uniche cose che mi fanno andare avanti. Il mercato? Fin dall’inizio non ero d’accordo: mi aspettavo più sincerità e più onestà, avevo dato fiducia ai miei interlocutori».

Il volto e le parole di Paolo Tramezzani sanno di resa, di rassegnazione, anche di rottura con la società amaranto. E infatti pochi minuti dopo arriva l’esonero da parte di Aldo Spinelli: via Tramezzani dopo 2 punti in 7 partite, richiamato Roberto Breda che resta comunque uno dei responsabili di questo campionato, viste le scelte fatte soprattutto in estate insieme al ds Signorelli.

Quella di Tramezzani, che parla prima dell’esonero, è comunque una conferenza stampa assurda: non viene infatti permesso ai giornalisti del Tirreno - come accade ormai da mesi - di fare domande all’ormai ex tecnico amaranto, come se il disastro di questa stagione fosse colpa delle nostre critiche e dei nostri giudizi.

Alla fine è il giornalista di LivornoToday, Riccardo Campopiano, che ringraziamo per la cortesia, a girare le nostre domande a Tramezzani. Resta il fatto che, dopo una sconfitta del genere, questo silenzio stampa è davvero ridicolo.

IL RITORNO DI BREDA

Di fatto Breda, nonostante il Livorno abbia un piede e mezzo in serie C, è stato praticamente costretto ad accettare la chiamata della famiglia Spinelli: avendo ancora un contratto da 180mila euro netti all’anno fino al 30 giugno 2021, un rifiuto significherebbe rinunciare a circa 250mila euro.

Così sarà Breda a portare avanti questa squadra nei prossimi mesi, con il rischio - ormai sempre più probabile - di retrocedere già ad aprile tra contestazioni, partite con poche centinaia di tifosi allo stadio e dubbi sul futuro.

E sicuramente ci saranno fischi anche per lui: Breda è infatti nel mirino dei tifosi per una serie di decisioni, in primis la mancata conferma di Diamanti, e anche dichiarazioni, visto che per lui questa squadra sarebbe «più forte dello scorso anno».

Fatto sta che i suoi 11 punti in 15 partite, da fine agosto a inizio dicembre, hanno compromesso il cammino amaranto in questo campionato. Speriamo che adesso Breda faccia il miracolo ma è bene non dimenticare anche che se siamo sul fondo della classifica, ci ha messo molto del suo.

L’ADDIO DI TRAMEZZANI

Chiaramente Tramezzani è l’ultimo responsabile di questa situazione: ha cercare di fare il massimo con una squadra svuotata, in difficoltà sotto ogni punto di vista, facendo anche i conti con una serie di squalifiche e infortuni nei momenti chiave.

E sul mercato si è sentito preso in giro dalla famiglia Spinelli, come spiegato chiaramente ieri pomeriggio, prima dell’esonero. «Al mio arrivo a Livorno avevo parlato delle necessità in alcuni ruoli, poi mi sono concentrato sul campo e sui ragazzi a disposizione - le sue parole - purtroppo alcune cose non hanno funzionato, non sono andate come dovevano. Deluso? Sì, sono dispiaciuto. Penso anche ai ragazzi che sono andati via, una cosa davvero difficile da accettare».

E qui il riferimento è a Gasbarro e Gonnelli, ceduti nell’ultima ora di mercato rispettivamente al Pordenone e all’Alessandria. «Beh, avevo preparato questa partita con la stessa difesa di Perugia», rivela Tramezzani, quindi con Gasbarro e Gonnelli titolari. Mandati via senza neanche avvertire il tecnico che di certo non avrebbe avallato queste cessioni.

Invece è stato costretto a rilanciare Morelli e Boben, tra i peggiori in campo. «Non siamo mai stati in partita, ora è dura rialzarci», dice alla fine Paolo Tramezzani. Ma toccherà a Breda rialzare questa squadra, anche se ormai parlare di salvezza a questo punto sembra davvero una utopia. —



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