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Livorno, battere l’Ascoli e poi chissà... Marras torna titolare, Braken punta

Fabrizio Pucci
Livorno, battere l’Ascoli e poi chissà... Marras torna titolare, Braken punta

Tramezzani carica i suoi: «Voglio più cattiveria davanti e meno errori dietro». Ma intanto non c’è più mezza difesa

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Siamo attaccati al tram. Si dice così quando non rimane quasi più nulla a cui ci si possa aggrappare. D'altronde è inutile girarci attorno: razionalmente abbiamo finito gli appigli. Serve un ottimismo inguaribile per pensare che quello dell'ultima speranza passa oggi e poi mai più.

Per la verità di Tram c'è n'è anche un altro, inteso come Tramezzani, l'allenatore che sta provando con dignità e abnegazione a traghettare la squadra fuori dalle secche di una classifica imbarazzante. Sì, ma con quale organico? Di certo non con quello – più solido e rinforzato dal mercato di gennaio – che il tecnico milanese sognava quando ha firmato per il Livorno un mese e mezzo fa.

VIGILIA TORMENTATA

Ci siamo lasciati alle spalle l'ennesima settimana assurda, non proprio quella ideale per preparare la partita che può dare un senso al prosieguo della stagione o mettere la pietra tombale su questa serie B difesa così male e onorata peggio. Trenta giorni di mercato aperto con zero arrivi, poi il caos delle ultime ore con richieste sparate nel mucchio e a salve, senza logica, senza un progetto tecnico ben definito nonostante le precise e ripetute richieste dell'allenatore. Abbiamo visto volti nuovi, virtualmente già presi, andarsene perché non avevo superato le visite mediche. Altri che hanno rifiutato la destinazione-Livorno quando erano sul punto di firmare. Non solo. Alcuni giocatori di questa rosa sono passati dall'essere sicuri di cambiare aria, al vedersi applicare l'etichetta di 'incedibile' dalla società e poi alla fine se ne sono andati, vedi Gasbarro e Gonnelli. Assurdo. Anche perché oggi si gioca e il Livorno si presenta senza neanche avere un difensore di ricambio. Davvero non ci sono più parole.

LA CALMA DI TRAMEZZANI

In mezzo a questo caos Tramezzani ha ostentato sicurezza e serenità. Forse per dovere, forse per convinzione. Di certo in questi giorni ha provato a isolare il gruppo dalle voci di mercato e da quell'aria triste di pressappochismo che si respira in casa amaranto. Chissà che cosa gli passa per la testa, ma intanto anche nella conferenza stampa prepartita ha ben dissimulato emozioni e sensazioni. Ha rilasciato dichiarazioni asciutte come se fosse rimasto impassibile da lunedì sera a Perugia. E proprio al Monday Night ha fatto riferimento: «Rispetto a quella partita – ha dichiarato – recuperiamo alcuni elementi importanti (Marras, Luci, Boben ndc) per cui abbiamo la possibilità di adottare diversi sistemi di gioco».

LA CHIAVE

Un aspetto che Tramezzani non ha potuto negare è l'importanza dei tre punti che ha sottolineato con due sole parole: «Dobbiamo vincere». Poi ha spiegato: «A Perugia – ha detto – la prestazione è stata positiva, ma siamo stati condannati da una disattenzione. Voglio meno sbagli e maggiore accortezza dietro e concretezza in attacco. Come ? Con convinzione, cattiveria agonistica, astuzia e meno paura di sbagliare». Più facile a dirsi che a farsi per una squadra che fin qui ha mostrato evidenti fragilità tecniche e di temperamento.

Ha pure parlato dell'Ascoli, l'allenatore amaranto: «Hanno cambiato allenatore e si presentano a Livorno con grandi motivazioni. Tra l'altro quella bianconera è una squadra molto combattiva e con ottimi valori».

Tutta roba che però non può più spaventare. Gli amaranto ormai hanno ben poco da perdere e possono giocare con quella sfrontatezza che sembra essere la specialità della casa di un solo giocatore: Manuel Marras che per dispersione è il migliore dall'inizio del campionato. E che come ovvio - nel campionario di orrori di quest'anno - ha in tasca un contratto che scadrà il 30 giugno. Complimenti. —



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