Il Tirreno

Livorno

scherma/1 

La favola di Lombardi, da riserva a campione ai giochi giovanili del Mediterraneo

Mario Orsini
La favola di Lombardi, da riserva a campione ai giochi giovanili del Mediterraneo

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livorno. Due medaglie d’oro al collo nel giro di ventiquattr’ore ai campionati del Mediterraneo di scherma Giovani (under 20) a Tunisi. Protagonista dell’eccezionale performance Giulio Lombardi, giovane fiorettista del Fides classe 2002. La prima vittoria, di super Giulio, nella gara individuale, “asfaltando”, in una finalissima a senso unico, per 15-2, lo spagnolo Adria Garcia Mur. Decisamente più sofferti e combattuti, per lui, gli assalti precedenti vinti entrambi in rimonta, sul filo di lana, per 15-14, contro i compagni di nazionale Francesco Pio Iandolo (nei quarti) e Federico Colamarco (in semifinale). Senza eccessivi sussulti anche la finalissima della prova a squadre miste, nella quale gli azzurri, per garantirsi la gioia di salire sul podio più alto e sentire risuonare le note dell’inno di Mameli, hanno battuto, nella finalissima, in maniera netta, la Spagna per 30-21. Iberici, che in semifinale avevano sconfitto i padroni di casa della Tunisia per 30-19. L’Italia, invece, aveva ottenuto subito il pass per la finale. A mettersi la medaglia d’oro al collo insieme a Giulio Lombardi, nella gara a squadre mista (fioretto, sciabola e spada) Federico Pezzoli, Paolo Santoro e Leonardo Tocci. Euforico per il doppio straordinario successo, del suo allievo al Fides, il maestro Giuseppe Pierucci, anche perché Giulio non avrebbe dovuto gareggiare perché i tecnici gli avevano assegnato il ruolo di riserva. Invece, il giorno prima della gara, per un’improvvisa defezione del siciliano Federico Pistorio, per problemi influenzali, è stato chiamato a sostituirlo. E lui ha ripagato la fiducia davvero in maniera superlativa. «Per Giulio un titolo, anzi un doppio titolo. Entrambi bellissimi e prestigiosi e ricolmi di soddisfazione. Ottenuti, tra l’altro, partendo come riserva a casa e convocato, poi per sostituire Pistorio, 24 ore prima della gara. Giulio, in particolare nell’individuale ha sfoggiato forza, lucidità e consapevolezza». —

Mario Orsini

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