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Viviani, un segnale di vita dell’oggetto misterioso Ma non può bastare

Gianni Tacchi
Viviani, un segnale di vita dell’oggetto misterioso Ma non può bastare

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LIVORNO. Non giocava così tanto da quasi un anno: i suoi ultimi 90 minuti risalgono infatti al 23 febbraio del 2019, quando a Frosinone perse 3-2 con la Roma, poi solo comparse e spezzoni fino a ieri sera, fino agli 81’ di Perugia. Federico Viviani ha dato qualche segnale, ma il passo è ancora molto lontano da quello di una volta: l’ha dimostrato anche a metà primo tempo, con una ripartenza palla al piede potenzialmente pericolosa ma non supportata dalle gambe e dal ritmo. E questo è un grosso problema nella serie B di oggi.

Viviani avrebbe bisogno di giocare con continuità per ritrovare la condizione, ma di certo il Livorno - vista la classifica - è l’ultima squadra che può permettersi di aspettare qualcuno. Ecco perché negli ultimi giorni si era sparsa la voce di una partenza del regista classe 1992, arrivato ad agosto in prestito dalla Spal.

Invece al Curi, a causa anche della squalifica di Luci, ha giocato da titolare per la seconda volta in questa stagione, muovendosi davanti alla difesa e provando a combinare qualcosa nelle ripartenze. E cercando pure di aggiungere un po’ di esperienza, visto che - con i suoi 27 anni - era il giocatore più “vecchio” fra i 14 scesi in campo con la maglia amaranto. —

Gianni Tacchi

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