Il Tirreno

Livorno

primavera 

O vince o perde, manca l’X Factor Ora c’è un terzo posto da difendere

Alessio Traversi

3 MINUTI DI LETTURA







Non sono state tutte vittorie, ma quelle che sono arrivate finora hanno permesso alla Primavera del Livorno di guadagnarsi un più che dignitoso terzo posto. Un posto che le basterebbe per accedere ai play-off dalla porta principale, evitando il turno preliminare e accedendo subito ai quarti di finale, ma anche un posto che testimonia un andamento oggi più incalzante rispetto a quello della fase iniziale, nella quale successi e sconfitte si sono alternati quasi regolarmente.

Certo, non tutto è facile: lo testimonia anche la battuta d'arresto subita l'altro ieri a Crotone, contro una squadra che sta ormai diventando la bestia nera degli amaranto; ma quello del centro-sud è un girone ostico, in cui di sconti se ne fanno davvero pochi e i risultati bisogna sempre strapparli con i denti. Così, a metà stagione, il ruolino di marcia del Livorno alla lettura si conferma altalenante: sette vittorie, un pareggio e sei sconfitte, alle quali si deve aggiungere quella subita a opera del Bologna nel primo turno di Tim Cup; 23 sono al momento le reti messe a segno in campionato, 20 quelle subite.

Numeri apprezzabili: possono certo crescere ma soprattutto non devono peggiorare, dato che molti ricordano come proprio alla ripresa di torneo post-natalizia l'anno scorso il Livorno entrò in una spirale negativa che lo avvolse fino a primavera inoltrata. Stavolta ci sarà più tempo per togliersi qualche soddisfazione: quando si partorisce un regolamento in cui, a fronte di un girone di dodici squadre, persino l'ottavo piazzamento garantisce l'accesso ai play-off, significa che si è pensato a una stagione più lunga del solito per gran parte delle contendenti.

Senza del resto tener conto del fatto che, proprio nel bel mezzo del girone di ritorno, nella seconda metà di marzo, la squadra di Cannarsa potrebbe di nuovo timbrare anche il biglietto della Viareggio Cup. Pertanto non resta che continuare a lavorare sodo. Cannarsa in questi mesi ha visto cambiare sensibilmente la fisionomia del gruppo, ma in fondo la sfida è stata stimolante: se pochi sono infatti gli elementi schierati in tutte o anche in quasi tutte le gare, utile è stata comunque la continua commistione tra “veterani” come Pallecchi e Bellandi e i tanti volti nuovi, ai quali in corso d'opera si sono aggiunti ragazzi pescati altrove come Irace o pezzi della prima squadra come Ruggiero e Coppola.

E anche il modulo di gioco nel tempo è variato, spaziando tra il 4-3-3 e un 3-5-2 con due cursori esterni sempre pronti ad affiancarsi alla linea difensiva. Ora non guasterebbe un altro salto di qualità: un secondo tempo di stagione in crescendo, che porti gli amaranto più lontano di quanto è accaduto l'ultima volta. Da fuori infatti osservano in molti: anche coloro che potrebbero aprire a qualcuno di questi ragazzi la strada del calcio professionistico, magari senza farlo spostare da Livorno. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa