Gioco
«Il mio Sudafrica» Qui la colonia livornese nuota verso l’Olimpiade
Turrini, Ciampi e Sara Franceschi raccontano Johannesburg Alla guida il tecnico Stefano Franceschi: «Qui siamo al top»
Il tecnico federale Stefano Franceschi, responsabile della 4X200 Stile Libero maschile azzurra - nonché capo allenatore del Nuoto Livorno Sport Management - ha scelto per l’allenamento collegiale in altura in vista dei Campionati Italiani Assoluti di marzo ha scelto l’altipiano della regione del Gauteng (1800 metri).
Una location ideale per svernare (in Sudafrica è estate…), che il livornese già conosceva per averci lavorato nelle passate stagioni: il gruppo azzurro composto dai portacolori labronici Matteo Ciampi e Sara Franceschi, Stefano Di Cola, Alessio Proietti Colonna, Alberto Razzetti, e Giulia Gabbrielleschi (fondista, seguita dal proprio tecnico Massimiliano Lombardi) è atterrato a Joburg (così la chiamano i locali…) il 5 gennaio e vi rimarrà fino al 30 con un menù settimanale da 10 sedute in acqua e 3 in palestra. Quattordici, quindici chilometri giornalieri nuotati fra le corsie della St. Benedict School, college situato nel bellissimo quartiere di Bedfordview che dispone di una vasca olimpionica all’aperto, di una piscina da 25 metri al coperto e di due palestre attrezzate.
«Durante le precedenti esperienze - ha tenuto a precisare Franceschi - ci eravamo appoggiati alla piscina pubblica di Ellis Park, stavolta invece, grazie all’assistenza della comunità italiana di Johannesburg, siamo stati accolti dalla St. Benedict, scuola maschile ubicata nel quartiere di Bedfordview con all’interno tutto il necessario per svolgere l’attività di alto livello, dalle due piscine alle palestre attrezzate. I ragazzi di stanno ben comportando in acqua, dopo 3 giorni di adattamento all’altura hanno iniziato ad aumentare i carichi di lavoro fino ad un massimo di 15 chilometri al giorno».
A supporto del gruppo (completato anche da Federico Turrini, Alessia Polieri, Anna Chiara Mascolo e Lorenzo Biancalana), l’Italian Club Johannesburg appunto, nella persona del segretario generale Giorgio Devalle: presso il Club (distante appena un chilometro dalla St. Benedict School), la comitiva ha consumato tutti i pasti a base di un’ottima cucina italiana, soggiornando al The Nico Hotel, altra struttura logisticamente ubicata in maniera ideale: «Ci tengo a ringraziare pubblicamente il Dottor Devalle, il Club e il Comites per la costante disponibilità e la splendida accoglienza. Reputo il Sudafrica un contesto eccellente per l’allenamento in altura, per la serenità dei ragazzi e anche per le opportunità di svago, fondamentali per ricaricare le pile, che offre questa città, dalla visita al Pilanesberg National Park a tutta la parte relativa alla storia e cultura del paese».
Quinta esperienza in Sudafrica per Federico Turrini che, all’età di 32 anni, proverà a dare la caccia alla sua terza Olimpiade: «Tornare è sempre un piacere. Johannesburg è chiaramente una location fantastica per l’allenamento invernale in altura. Tutto sta procedendo nel migliore dei modi».
Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Ciampi e Sara Franceschi: «Nuotare all’aperto, in gennaio, è davvero un valore aggiunto - hanno commentato in coro - dopo 20 giorni di allenamento la fatica sta cominciando a farsi sentire, ma in testa abbiamo un obiettivo e faremo di tutto pur di raggiungerlo».
Quale obiettivo? Tokyo 2020. Durante il soggiorno in Sudafrica, alla presenza del dt dell’Italnuoto Cesare Butini, il team è stato ricevuto dall’Ambasciatore Italiano in Sud Africa Paolo Cuculi e dal Console Generale Emanuela Curnis. —
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