Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

Crisi amaranto, Tramezzani dopo la beffa con l'Entella: «Qui si trema al primo errore...»

Gianni Tacchi
Crisi amaranto, Tramezzani dopo la beffa con l'Entella: «Qui si trema al primo errore...»

Al di là di difesa e attacco, è evidente che mancano dei leader in campo e nello spogliatoio. E ora ripartire sarà dura

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si può parlare per ore della difesa che non ha mai trovato la quadratura, dell’attacco che ha dato qualche segnale di risveglio ma che non ha ancora un vero centravanti, del mercato bloccato anche dalla classifica e di tutte le altre difficoltà. Si può parlare per ore di schemi e tattica, di fortuna e sfortuna, ma in mezzo a ogni discorso ci sarebbe sempre il vero problema di questa squadra: la personalità.

Il Livorno ha paura, non è feroce, trema al primo errore. «Sì, c’è un problema caratteriale: dipende dalla situazione in cui siamo», ha ammesso Tramezzani dopo il folle pareggio di sabato con l’Entella. Una partita significativa, il manifesto della stagione amaranto: avanti 3-0 giocando bene e creando molto, il 3-1 su rigore allo scadere del primo tempo, la rimonta dell’Entella fino al 3-3, il nuovo vantaggio nel recupero e il clamoroso 4-4 finale.

Un film già visto tra settembre e ottobre, prima con la Salernitana (da 2-1 a 2-3) e poi col Chievo (da 3-1 a 3-4). Insomma, a livello mentale è cambiato poco. Anzi, il Livorno è diventato sempre più fragile e l’ultimo posto in classifica si spiega anche così.

GLI ERRORI ESTIVI

Ma perché ci siamo ritrovati con una squadra così molle? Per spiegare la mancanza di personalità, bisogna tornare alla costruzione di questa rosa. La prima mossa di Breda - in realtà una follia - è stata quella di non confermare Diamanti, ma qui ci sono anche le colpe della società, con Aldo Spinelli che aveva definito Alino «ingombrante per questa squadra».

Invece il Livorno - in un colpo solo - ha perso tanta personalità quanta fantasia negli ultimi trenta metri. Diamanti e non solo, però, perché rispetto alla scorsa stagione sono andati via quasi tutti i giocatori di esperienza: da Valiani, non confermato per poche decine di migliaia di euro, a Dainelli, che nello spogliatoio si faceva sentire, passando anche per Mazzoni, al di là ovviamente dell'iter giudiziario ancora in corso. Alla fine è rimasto soltanto Luci, poi dal mercato estivo ci potevamo aspettare un po' di cattiveria da Mazzeo, che invece pensa a pubblicare le foto con la maglia del Foggia.

A proposito del mercato, durante l'estate sono arrivati diversi giocatori "bravini" - Marsura in primis - ma senza l'atteggiamento giusto per questa piazza. Scelte simili all'estate 2015, vedi per esempio Fedato, prima di quel campionato finito proprio con la retrocessione in C. E in questo caso ci sono le responsabilità dell'ormai ex direttore sportivo Signorelli, oltre a quelle di Breda: non si sono accorti che stavano costruendo una squadra senza un briciolo di personalità, senza un giocatore capace di prendersi le responsabilità e alzare la voce nello spogliatoio.

LE RIMONTE SUBITE

C'è un retroscena che fa capire bene l'indole di questa squadra: sembra che dopo una delle ultime sconfitte della gestione Breda, gli unici a farsi sentire nello spogliatoio sono stati Viviani, un giocatore in prestito che è qui solo per rigenerarsi, e addirittura Ricci, il terzo portiere.

Poi tanto silenzio, un atteggiamento passivo da parte di quasi tutto il gruppo. E la mancanza di personalità si ritrova anche nei numeri: il Livorno è riuscito a capovolgere il risultato solo una volta, da 0-1 a 2-1 con la Juve Stabia, mentre in 6 occasioni si è fatto raggiungere per il pareggio finale (Cosenza, Empoli, Entella) o è stato ribaltato (Salernitana, Chievo, Crotone).

«Qui si trema al primo errore, appena l'avversario combina qualcosa», le parole di qualche settimana fa di Tramezzani. Ed è andata così anche sabato scorso: in quei 2-3 minuti di gioco tra il 4-3 di Marras e il 4-4 di Pellizzer, gli amaranto avrebbero dovuto ringhiare su ogni pallone, invece la paura ha contagiato tutti ed è arrivata l'ennesima beffa.

LA CLASSIFICA DA INCUBO

Ora ripartire è ancora più dura, forse impossibile. Un po' per la delusione, un po' perché battere l'Entella avrebbe potuto dare la svolta a livello mentale, un po' per la classifica che resta tremenda (-9 dai playout).

Per tentare l'impresa salvezza servirebbero 3-4 giocatori di spessore, di esperienza, pronti a sacrificarsi e a scommettere sul Livorno, ma qui c'è una classifica che sta allontanando tutti. Ed è quasi sfumato (come diciamo sopra) anche il centrocampista sloveno Crnigoj, in scadenza di contratto con il Lugano e vicino al Chievo (sabato era al Bentegodi). D'altronde non è facile scendere fino all'ultimo posto della serie B, tra il caos societario, le contestazioni e il rischio di retrocedere già ad aprile. Perché sì, purtroppo la realtà è questa. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web