Gioco
Spinelli se ne va imbestialito In tribuna anche il figlio Roberto
Altro che desiderio di cedere la società. Da Genova è arrivato un segnale forte. Lo stato maggiore ieri era nella tribunetta autorità. C'erano proprio tutti: Aldo e Roberto Spinelli, il vicepresidente Siri, Giovanni Benedetti e Nelso Ricci. Gli Spinelli hanno preso posto un minuto prima del via. Due sportivi hanno subito battibeccato con Roberto. Un botta e risposta interrotto dal fischio d'inizio. Poi la partita con il Livorno che dopo una partenza diesel ha cancellato dal campo gli ospiti. Curioso siparietto al terzo gol amaranto, quello di Rocca dal dischetto: Aldo Spinelli, alla terza esultanza con tanto di pugni al cielo e salto dalla sedia ha invitato il figlio - sempre impassibile - a festeggiare il 3-0 ottenere risposta. Dopo tutto, l'amministratore delegato non aveva battuto ciglio nemmeno quando dalla curva era partito un vaffa indirizzato proprio a loro. La ripresa è stata un'altalena di emozioni.
Quando Marras ha scaraventato in porta il pallone del 4-3 Aldo Spinelli si è coperto la faccia con le mani in un vano tentativo di nascondere la commozione. Quelle lacrime di gioia, però si sono ben presto trasformate in un'espressione di incredulo sgomento quando Pellizzer ha firmato il 4-4. Quella stessa incredulità ha poi lasciato il posto alla rabbia. Spinelli cinque minuti dopo la fine della partita ha lasciato lo stadio imbufalito con Paolo Tramezzani. Il motivo? Il presidente non avrebbe digerito la decisione del tecnico milanese di fare giocare Raicevic sulla fascia. Ma forse, più di questa scelta, è stato l'atteggiamento indolente dell'attaccante montenegrino a fare prendere campo all'Entella negli infausti minuti finali di questa partita che fa suonare campagne a morto in casa amaranto. —
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