Gioco
Ultimatum degli argentini alla famiglia Spinelli
«Risposta lunedì o annulliamo tutto». Ma da Genova frenano: rischia di sfumare la più grande occasione degli ultimi anni
Gli argentini e il muro di gomma. Sembra essere il titolo di un poliziesco Anni '70. È invece la descrizione precisa della trattativa per l'acquisto del Livorno, portata avanti con grande decisione dal Sud America, ma considerata il giusto a Genova.
La situazione sta vivendo una fase di stallo. Come anticipato ieri, dopo che la Sr Investments Group aveva rimandato in Italia il precontratto stilato dai legali di Spinelli, la palla è nella metà campo genovese. E qui sta l'inghippo perché col passare delle ore si sta facendo largo la convinzione che il presidente amaranto non abbia tutta questa voglia di disfarsi del Livorno.
GUERRA DI POSIZIONE
In sostanza, dalla giornata di venerdì gli Spinelli si sono presi il tempo necessario per effettuare le approfondite valutazioni sul documento proveniente dall'Argentina e contenente qualche piccola variazione del precontratto che essi stessi avevano stilato. Quel tempo tecnico, però, si sta trasformando in una fase di surplace, una specie di logoramento della holding argentina con lo spinelliano retropensiero che prima o poi si arrivi alla rottura.
L'ULTIMATUM
Il 'silenzio-dissenso' di Aldo Spinelli ha avuto l'effetto di generare qualche malumore nell'intermediario della trattativa, l'ex calciatore Cristian Traverso, ma soprattutto nell'amministratore delegato di Sr, Sebastiàn Reggiardo. La clausola di riservatezza, base su cui è stata edificata la trattativa nei mesi scorsi, per adesso fa propendere gli argentini al silenzio. Una cosa però è sicura. A Buenos Aires hanno stabilito una dead-line, un limite temporale oltre cui non intendono andare. In sostanza si tratta di un vero e proprio ultimatum alla controparte, che è stato ribadito ieri, i cui termini sono questi: o si arriva alla chiusura dell’affare entro lunedì, cioè domani, oppure salta tutto. La fretta di chiudere è dovuta all'urgenza di andare sul mercato alla ricerca di quei giocatori in grado di rinforzare la squadra e provare a centrare l'obiettivo della salvezza che oggi sembra una chimera.
IL SILENZIO DI SPINELLI
Se gli argentini non hanno parlato, Spinelli non è stato più loquace. Il presidente non intende proferir parola ufficialmente ma avrebbe già confidato agli amici l'intenzione di andare avanti e quindi di non cedere la società.
La giornata di oggi, sebbene festiva, potrebbe comunque portare novità. Se invece anche questa domenica dovesse passare senza alcun contatto tra le parti, si andrà alla 'finalissima' prevista per domani.
La sensazione, più passa il tempo, è che si tratti dell’ennesimo teatrino a cui abbiamo assistito altre volte con la proprietà intenzionata a vendere solo a parole e poi in ritirata al momento in cui si pongono di fronte acquirenti reali. In questo caso però, per quelle che sono le informazioni avute finore, potrebbe essere forse la principale occasione degli ultimi anni: non tanto perché gli argentini avrebbero già messo sul tavolo 2,5 milioni in caso di permanenza in B e la metà in caso di retrocessione, ma soprattutto perché avrebbero un progetto quantomeno di media durata - che ruoterebbe intorno alla costruzione del nuovo stadio - con alle spalle capitali enormi. —
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