Gioco
Torre e Lombardi fanno brillare il Fides in Coppa del Mondo
A Budapest lo spadaccino è settimo su 154, si ferma invece Castellani Dopo anni Giulio riporta Livorno tra i protagonisti nel fioretto Under 20
Giovani spadaccini del Fides, con sciabola e fioretto in mano, in bella evidenza, a Budapest e Udine, in Coppa del Mondo Under 20, sabato scorso, grazie alle ottime performance di Pietro Torre e Giulio Lombardi, entrambi settimi, e alle buone prestazioni di tanti altri.
Sciabola
Nella capitale magiara ottimo settimo posto per Pietro Torre, in una gara che ha visto ai nastri di partenza 154 giovani schermitori. A stoppare super Pietro nei quarti di finale, per la miseria di due stoccate (15-13), il polacco Piotr Szczepanik, poi vincitore della gara. Un vero peccato perché, il nostro giovane sciabolatore (classe 2002), dopo un girone di qualificazione un po’ sofferto (4 vittorie su 6 assalti e uno score di 25-8), aveva innestato il turbo e costretto alla resa uno dietro l’altro tutti gli avversari che gli erano capitati davanti, non consentendo a nessuno di arrivare in doppia cifra.
Meritati, per Pietro, i complimenti del maestro Nicola Zanotti, per la terza bella gara, di fila, in campo internazionale. «Dopo il successo a Teheran, l’ottavo posto di Sosnowiec, Pietro ha terminato la sua gara nell’ottetto dei finalisti. Davvero bravo».
Un po’ di rammarico da parte di Zanotti, invece, per Edoardo Castellani che dopo un ottimo girone di qualificazione con 5 vittorie su 6 assalti e uno score di 27-11 stoccate a suo favore, è stato fermato, nella prima diretta, dal russo Edgan Zemiankevich per 15-13.
«Bei segnali quindi dai nostri atleti che ci fanno guardare con grande fiducia al futuro. Complimenti e forza Fides e avanti così», è l’analisi del maestro livornese.
Fioretto
In pedana a Udine, 4 atleti del glorioso circolo Fides, su un totale di 181 partecipanti provenienti da ogni angolo del pianeta. Il più bravo, tra i 21 italiani in gara, con un ottimo settimo posto finale, il giovane Giulio Lombardi, classe 2002 che centra la sua prima finale a otto, in Coppa del Mondo, della carriera.
Soddisfatto il maestro Beppe Pierucci: «Un risultato, quello di Giulio, importantissimo, per il ragazzo, il circolo Fides e il movimento schermistico livornese. Erano tanti anni che il Fides nel fioretto non era protagonista in Coppa del Mondo under 20».
Giulio Lombardi, per la cronaca, aveva cominciato la sua corsa verso la gloria con il freno tirato, con un parziale di 4 vittorie su 6 nel girone, uno score di 24-17 stoccate a suo favore e il 58° posto nel tabellone iniziale delle dirette.
Poi dai 128esimi ha «iniziato a mostrare il suo grandissimo talento», come dice Pierucci. Ad arrendersi uno dietro l’altro, di fronte a lui, sono stati, nell’ordine, due fiorettisti di Singapore: Jonathan Lim per 15-2 e poi Richard Teoh per 15-4. E poi l’azzurro Filippo Quagliotto per 15-5. E per entrare negli 8 il francese Jean Guillaume per 15-11.
A fermarlo ai piedi del podio (7° posto finale) è stato il bravo russo Milnykov, per 15-11. «Giulio prima di arrendersi ha lottato come un leone», aggiunge il maestro Pierucci.
Buona prova (34°) anche di Filippo Marchi, dopo un eccellente girone di qualificazione, chiuso al 5° posto del tabellone grazie a 6 vittorie su 6 e uno score positivo di 30 stoccate a 12 nel girone di qualificazione. Per Filippo poi, pass nel primo turno delle dirette e successo sull’olandese Axel Zoons, prima di arrendersi per 15-10 all’ungherese Maior. «Contro un avversario che poteva essere largamente alla sua portata. Purtroppo da parte di Filippo sono mancati un po’ di convinzione e esperienza».
Buone prestazioni pure di Elia Sardelli (70°) e Andreas Argote (92°), sconfitti entrambi per un’inezia (15-14), nella prima diretta, dall’inglese l’inglese Rhys e lo svedese Westesson. Per la cronaca Elia aveva chiuso il girone di qualificazione al 44° posto con ben 5 vittorie su 6 e uno score a suo favore di 27-25 e Andreas poco più indietro con 3 vittorie su 6 e uno score di 23 a 23. «Davvero sfortunati Elia e Andreas che hanno fallito l’accesso al tabellone dei 64 davvero per un soffio, dopo aver espresso a tratti una bellissima scherma. Andiamo quindi avanti con la consapevolezza, da parte di ognuno, di fare un ottimo lavoro che ci permette di guardare avanti con grande fiducia”, commenta Pierucci.
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