Gioco
Un 2019 da incorniciare sopra il ring dell’Accademia
Dai bambini del vivaio agli agonisti, fino al ritorno tra le corde di Francesco Lami Tassi: «L’unico rimpianto è l’europeo di Chiara Baldacci». Tutti i nomi dei baby
Un 2019 ricco di soddisfazioni per la sezione Pugilistica dell’Accademia dello Sport. «Una società attiva a livello agonistico e con una grande attenzione al giovanile» spiega l’ex campione italiano e internazionale IBF Luca Tassi, nella doppia veste di maestro di pugilato e “cuore pulsante” della società: a livello agonistico, organizzativo e propositivo.
Viste le premesse, che voto all’attività della sezione Pugilistica dell’Accademia dello Sport, volgendo lo sguardo indietro al 2019?
«Un bel sette abbondante. Per noi è stato un anno impegnativo e importante sotto l’aspetto agonistico, e anche in prospettiva futura, soprattutto se volgiamo lo sguardo al florido settore giovanile».
Quanti bambini avete?
«Quasi una trentina, molti dei quali si sono già messi in evidenza nelle varie tappe dei Giochi della gioventù del Pugilato».
I loro nomi?
«Eccoli, sperando di non dimenticarne qualcuno: Mattia Behaj, Roberto Bonomo, Thomas Carloni, Raffaele Castiello Gonzales Alexander Ciocotisan, Manuel Colaciello, Mattia Cornacchia, Samuele Cornacchia, Giulio Costagli, Alessio De Vita, Megan Dorzi, Kristian Fastame, Chios Zeno Leon Feira, Thomas Ferrazza, Elia Ghezzani, Gabriel Giudici, Alessandro Jitariu, Gabriele Lotti, Enea Mazzoni, Denis Luca Moldoveanu, Victor Panahiu, Samuele Santigli, Mia Shivitz, Diana Spasiano, Gabriele Vicari».
In campo agonistico, invece, le cose come andate?
«Benino, anche se in alcune circostanze avremmo voluto e anche potuto, far meglio».
Quanti vostri pugili agonisti sono saliti sul ring nel 2019?
«Tredici».
I loro nomi suddivisi per categoria?
«Elite: Francesco Lami, Alessio Da Valle, Andrea Giusto, Antonio Giambastiani, Massimo Stiaffini e Gabriele Lemmi. Elite 2: Thomas Rocchiccioli, Mattia Menichetti, Devid Brongo e Asia Barone. Youth: Francesco Abdelrazeq. Junior: Chiara Baldacci e Alessio Corbellini».
Francesco Lami, dopo un periodo di stop, per problemi fisici, ha fatto gli straordinari?».
Proprio così. Francesco è un ragazzo splendido, innamorato di questo sport. Nel 2019 è salito 10 volte sul ring. Non è poco per un dilettante seppure della categoria Elite. In Francia ha combattuto nel torneo Les Cinture ed ha disputato un match anche in Germania. Purtroppo non ha portato a casa vittorie. Ma è risaputo che vincere oltre confine è più difficile, perché i verdetti non sempre sono equi. Una bella vittoria l’ha ottenuta, invece, a Perugia nel confronto tra Club Italia-Polonia».
Altri risultati positivi della vostra scuola di pugilato?
«La medaglia d’argento conquistata da Andrea Giusto al Guanto d’Oro, battendo nei quarti il fiorentino Leonardo Sicuteri e in semifinale il forte siciliano Antonino Maniscalco, il grande favorito per la vittoria nel torneo. In finale Andrea, invece, ha ceduto contro David Brito».
Babbo Gigi, benché il 16 ottobre abbia spento l’85esima candelina continua a frequentare la palestra. Vero?
«Sì. Ed è davvero in gran forma. Oltre ad allenare quotidianamente continua a seguire dall’angolo i pugili durante gli incontri, dispensando i suoi preziosi consigli. A dicembre ha ricevuto l’attestato di maestro benemerito dal presidente del Comitato Toscano».
Altri momenti qualificanti del 2019 ?
«L’organizzazione, ai Bagni Roma di Antignano, del primo Memorial Filippo Arpesani».
Qualche delusione?
«In primis la mancata partecipazione, ai campionati europei Junior, della nostra giovane campionessa, Chiara Baldacci, per i postumi di un infortunio subito una settimana prima della partenza”.
Qual è il vostro attuale organigramma?
«Presidente Damiano Bani. Tecnici: Luigi Tassi, Luca Tassi, Danilo Vicari, Federico Gonzaga, Daniele Ebraico e Walter Brucioni. Collaboratrice settore pugilato: Jessica Iuracà». —
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