Gioco
Quote, talenti e campionati vinti: il segreto sono quei 600 ragazzi
La Pls è ormai una delle big regionali a livello giovanile E adesso è stato siglato anche un accordo con l’Empoli Calcio
l’analisi
La carica dei 600. Tanti sono i tesserati del sodalizio biancoverde per la stagione in corso. Per la precisione, 500 sono i ragazzi, mentre 100 le ragazze del settore femminile. Numeri che, crescendo negli anni, hanno portato la Pro Livorno Sorgenti a essere un fiore all’occhiello nel panorama regionale, anche per i numerosi trofei vinti. Finché l’anno scorso si è raggiunto l’accordo con l’Empoli Calcio, in virtù del quale la Pls è diventata Empoli Elite Center.
Ad eccezione dei Giovanissimi, le altre categorie del settore giovanile biancoverde disputano i campionati Elite, mentre la Scuola Calcio coltiva speranze a partire dai nati nel 2014 e 2015. Come si fa a essere sempre più attrattivi sul territorio? «Non bisogna mai lasciare niente di intentato – afferma il ds Braccini – e curare ogni aspetto nei minimi particolari. A partire dall’immagine e dal comportamento. Le regole valgono per tutti e vengono sempre applicate: se un giocatore prende sul campo una squalifica evitabile, la società lo sanziona raddoppiando la decisione del giudice sportivo. Sono scelte che alla lunga pagano, anche se non riusciremo mai ad accontentare tutti. Le famiglie dei nostri tesserati sono importanti e dobbiamo dare loro un ottimo servizio, ma anche delle regole, in modo che, ad esempio, gli allenatori pensino solo a lavorare. E poi facciamo corsi di formazione e aggiornamento, grazie alla collaborazione con l’Empoli Calcio, su aspetti tecnici e atletici, ma anche manageriali, psicologici e organizzativi».
Tesseramenti, sponsor, i tornei organizzati e la biglietteria costruiscono ogni anno il budget della società presieduta da Luciano Schiano, con Giuliano Brilli in veste di presidente onorario e Marcello Puccini come dg sempre attento a migliorare i quadri tecnici e dirigenziali.
«Il contributo di tutti è fondamentale – continua Braccini ogni singolo giorno. Qui si ragiona con la logica del “noi”, non prevale mai il singolo. Il nostro è un lavoro lungo e incessante, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo, perciò guai mollare un attimo o pensare di essere arrivati». —
D.S.
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