Gioco
«Un progetto per il Livorno e stadio nuovo», Antonio Ciuffarella scopre le prime carte
Parla il capofila del gruppo di imprenditori che vuole la società. «Sì, la trattativa c’è, siamo un gruppo di costruttori seri»
LIVORNO. Il telefono squilla un paio di volte. «Pronto?». Ci presentiamo. Antonio Ciuffarella si concede una mezza risata: «Ah, lei è quello che ha tirato fuori tutti i nostri nomi... Mannaggia...».
Però i nomi erano quelli giusti. E c’è anche il suo.
«Stiamo lavorando. Questi sono giorni frenetici. Guardi, sto per entrare in riunione».
Riunione per il Livorno Calcio?
«No, no. Ho anche la mia attività da portare avanti».
Dunque vuole comprare il Livorno.
«Calma. Non sono io. Siamo un gruppo di imprenditori che sta portando avanti questa idea. Però capisce che non posso entrare nei dettagli. Certe trattative sono sempre molto delicate».
Intanto conferma che la trattativa c’è.
«Sì».
Appuntamento martedì 8 gennaio dal notaio, giusto?
«Non mi faccia entrare nei dettagli».
Ci diceva che siete un gruppo di imprenditori.
«Sì, c’è un bel progetto. Paolo Palermo ci ha messi in contatto con la famiglia Spinelli».
È vero che nel gruppo c’è anche Longarini, ex presidente della Ternana.
«Non faccio nomi. Longarini è comunque un personaggio conosciuto, se non sbaglio ha interessi anche a Viareggio, vicino a voi. Ma se mi chiede se lo conosco direttamente, le dico di no».
Lei invece negli ultimi tempi è salito alla ribalta per aver progettato e costruito lo stadio di Frosinone. Un gioiello.
«È stato un bel lavoro. Abbiamo un ottimo team e siamo davvero soddisfatti del risultato ottenuto. Adesso abbiamo già presentato in Comune anche il progetto per il nuovo stadio di Caserta».
Costruire stadi è il suo business?
«Ho un gruppo di 22 persone, ciascuno con la propria professionalità. Progettare e costruire uno stadio fa parte del nostro lavoro. E lo riteniamo un settore che inevitabilmente dovrà espandersi perché l’Italia non è al passo con il resto dell’Europa e deve per forza adeguarsi se vuole restare ad alti livelli».
Guardi, a noi più che restare al passo dell’Europa, basterebbe restare in serie B.
«Anche in serie B uno stadio di proprietà è vitale per una società».
Volete costruire uno stadio a Livorno, vero?
«Perché no. La società ne trarrebbe un grande beneficio e credo che sarebbe un bel biglietto da visita anche per la città».
Stadio pagato interamente da voi (privati) e come contropartita la gestione degli spazi (anche commerciali) per un bel po’ di anni. Giusto?
«Sono cose di cui eventualmente si parlerà al momento giusto».
Ha già un progetto per il nuovo stadio di Livorno?
«Abbiamo un’idea concreta, non ancora un progetto ufficiale».
Stadio in altra località oppure l’ammodernamento dell’attuale?
«C’è già uno stadio, non ha senso cercare un altro luogo. Si tratta di mantenere i vincoli che ci sono e lavorare per renderlo adeguato ai tempi e soprattutto per renderlo una ricchezza per la società».
Incontrerete il sindaco?
«Guardiamo prima come vanno le cose».
Lei è appassionato di calcio?
«Sì. Sono anche il presidente della squadra della mia città, Ferentino. L’abbiamo presa in terza categoria dopo il fallimento, adesso siamo in Promozione e con un bellissimo settore giovanile».
Ci resta un dubbio. Che voi non state comprando il Livorno ma lo state prendendo in gestione.
«Gliel’ho detto, non posso entrare nei dettagli della trattativa. Le dico solo che con Spinelli abbiamo gettato le basi per un bel progetto».
I tifosi aspettano certezze.
«Giustamente. Ma non ha senso mettere il carro davanti ai buoi, cerchiamo di rispettare i passi necessari e poi tutto sarà chiaro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

