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L’aria di derby fa sempre bene al Livorno È un punticino per restare ancora in vita

Alessandro Bernini
L’aria di derby fa sempre bene al Livorno È un punticino per restare ancora in vita

Botta e risposta nel primo tempo: prima Marras su rigore, poi il pari di Mancuso. Il 4-3-3 funziona ma servono rinforzi

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Ci servirebbe un campionato di soli derby. Altro che ultimo posto. Dopo la vittoria col Pisa, troviamo un pareggio anche sul campo dell’Empoli. Parliamoci chiaro: pareggiare a Empoli sarebbe anche un bel risultato, il guaio è che si fa fatica a regalarsi un sorriso vista la classifica. Ma proviamo a considerarlo un mattoncino messo lì, nella speranza che adesso a gennaio si trovi il modo di rendere competitiva questa squadra.

Di certo è stato un derby tra due malate. Si è visto nel gioco, si è visto nella fragilità psicologica che ha avvolto entrambe. Prendete ad esempio il Livorno: trovato il gol, non è riuscito a mantenere il vantaggio più di 6 minuti. Peccato, perchè oggi l’Empoli è davvero una squadra modesta.

Il Livorno conferma i grossi problemi in attacco, tant’è che il gol è arrivato su calcio di rigore. Stavolta si è visto un pizzico di grinta in più, una maggiore applicazione. E anche il 4-3-3 si è rivelato un modulo interessante. Dietro spaventa il fatto che a volte basta un semplice cross dalla trequarti per mettere in apprensione la difesa.

Stavolta il Livorno ha avuto un buon impatto sulla partita, con maggiore autorità rispetto ad altre occasioni. E alla prima occasione arriva anche il gol del vantaggio. Bravo Braken a far partire l’azione e a finalizzarla con un bel cross sul quale Marsura anticipa tutti e finisce a terra toccato sia dal portiere Brignoli che da Maietta. Rigore netto. Dal dischetto Marras la piazza nell’angolino.

Il problema, proprio come a Crotone, è l’incapacità di mantenere almeno un po’ il vantaggio. Stavolta l’1-0 resiste appena 6’, con la solita difesa piazzata male su un cross deviato e Mancuso che da due passi mette dentro.

L’Empoli non riesce a far gioco, eppure appena si affaccia in area c’è sempre da tremare. È evidente che manca un leader che guidi il reparto. Davanti qualcosa si vede e per poco al 33’ Rocca non pesca il jolly con bel sinistro da fuori che Brignoli devia in angolo.

Nella ripresa non cambia molto. L’Empoli prende maggiori porzioni di campo e prova a chiudere il Livorno nella sua metàcampo, ma è comunque un possesso di palla spesso sterile. Tant’è che le due occasioni più nitide arrivano da un difensore, l’ex Pirrello: una volta Plizzari salva d’istinto e una volta di piede. Il Livorno, col suo 4-3-3, tiene bene e ogni tanto prova qualche ripartenza che però si rivela quasi sempre innocua, tant’è che nel secondo tempo il portiere Brignola non tocca palla.

Tramezzani prova a giocare con la doppia prima punta quando inserisce Raicevic per Marsura ma non arriva più neanche mezzo cross in area. Una palla interessante ce l’avrebbe Raicevic al 92’ ma conclude un contropiede tre contro tre andando a sbattere sulla difesa e perdendo palla.

Finisce così 1-1 e tutto sommato va bene così. Adesso tocca alla società. Anche se non abbiamo ancora capito a chi, perchè (come vi diciamo a parte) ci sono troppe cose poco chiare. La salvezza è dura ma c’è l ’obbligo di provarci. E provarci significa mettere dentro 3-4 giocatori forti. Soprattutto in attacco. Abbiamo fatto un miracolo lo scorso anno, proviamo a ripeterlo. —



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