Gioco
Mazzeo posta la foto in maglia Foggia E i tifosi s’infuriano
A poche ore dalla sconfitta, l’attaccante pubblica su Instagram uno scatto fuoriluogo
il caso
Una vera mancanza di rispetto. Poche ore dopo la sconfitta di giovedì pomeriggio con il Pescara, un ko fatto di rassegnazione e incapacità di reagire, Fabio Mazzeo ha preso lo smartphone, è andato a cercare una sua foto con la maglia del Foggia e l’ha pubblicata su Instagram. Sì, è tutto vero. Anziché restare in silenzio dopo quattro mesi disastrosi sia dal punto di vista personale (10 presenze e un gol) che della squadra, la prima cosa a cui ha pensato nella serata di Santo Stefano - tra la rabbia e la delusione dei tifosi amaranto - è stata quella foto sotto la curva del Foggia.
Un post simile a quello di Fedato nell’anno dell’ultima retrocessione in C, un post che ha scatenato l’indignazione dei tifosi. “Vergognati”, “Non meriti di indossare la maglia amaranto”, “Siamo ultimi e te pensi al Foggia? Che schifo...”: ecco alcuni dei commenti dei tifosi amaranto, giustamente infuriati con l’ex attaccante del Perugia e del Benevento, che fin qui ha deluso non solo per i numeri ma anche e soprattutto per l’atteggiamento in campo. E gli attacchi a Mazzeo sono arrivati anche da Foggia, proprio la città che voleva ricordare con quella foto: laggiù non gli perdonano l’ultima retrocessione in serie C.
Alla fine Mazzeo, dopo decine di insulti, ha cancellato tutti i commenti e ha bloccato la possibilità di lasciare un messaggio sotto quel post. Poi ha pubblicato un’altra immagine, la maglia del Livorno per chiedere scusa. «Non creiamo polemiche inutili - il suo messaggio - non volevo mancare di rispetto a nessuno, anzi il mio desiderio è rialzarmi da questo momento difficile! Il mio rispetto per il passato è tanto, ma è tantissimo anche il rispetto per il presente, quindi se qualcuno si è offeso mi dispiace tanto: non era mia intenzione, chi mi conosce sa come sono! Sono sicuro che con l’aiuto di tutti ci rialzeremo».
Ma ora i tifosi si aspettano una multa e la cessione a gennaio. —
Gianni Tacchi
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