Gioco
Aldo Spinelli parla ai tifosi «Da adesso decido io» E poi s’infuria con Signorelli
La notizia, trapelata quando aveva ormai abbandonato con Silvano Siri il suo posto in tribuna d’onore, Aldo Spinelli l’avrebbe data senza andarci troppo per il sottile. Convocare in ufficio stamani Elio Signorelli e fargli dare le dimissioni dal suo incarico. Sarebbe la seconda testa a cadere, in questa tormentata prima parte di stagione, dopo quella di Roberto Breda. I due uomini cioè, che hanno fatto mercato senza azzeccarne tante.
Si parla anche di un duro faccia a faccia nello spogliatoio in cui proprio Signorelli avrebbe puntato il dito sui giocatori, dicendosi deluso e tradito da molti di loro sui quali aveva fiducia. Anche Massimo Milli, avrebbe ricevuto una dose di rimproveri da Spinelli prima che il numero uno salisse in macchina e facesse rotta verso il capoluogo ligure.
Un epilogo amaro, che rovina un po’ il clima con il quale Sciù Aldo aveva fatto la sua ricomparsa allo stadio. C’era anche da premiare Murilo e Gasbarro per le 100 presenze in amaranto e aveva scelto di passare entrare in campo passando dalla porticina davanti al bar e non usando il sottopasso.
Molti tifosi hanno chiesto chiarezza a Spinelli. E lui ha spiegato il pentimento per non aver puntato i piedi su Alino Diamanti e imporlo a chi non lo voleva (Breda). Qualcuno, alle sue spalle, gli domandava del mercato. «Faremo il possibile, questa società non merita questo, ci sono 20 anni della mia vita sportiva qui. Però non statemi a chiedere i nomi che tanto non ne faccio».
Arriva il momento di seguire il match. Un mezzo sussulto al primo giro di lancetta, quando Marras a tu per tu dal portiere, si fa respingere il tiro di piede. Seduto al centro con un cappello grigio di lana, scuote spesso la testa e ce l’ha a turno con tutti i giocatori. Il sindaco, che è alla sua sinistra, ci ha già scambiato quattro chiacchiere. Confidandogli che ai primi di gennaio è previsto qualche altro incontro con un gruppo non ben identificato per cedere la società.
Poi arriva il gol del Pescara e non vede sul terreno di gioco la reazione che ci vorrebbe. Dopo l’intervallo torna al suo posto. Anzi, no. Si siede dove era Salvetti che nel frattempo era stato invitato da Siri a chiacchierare un po’. Il cappello tolto, forse un po’ per scaramanzia, ma forse anche perché sente il fuoco dentro. Quello che non vede nei giocatori. Dopo il raddoppio, è sconforto allo stato puro e a un quarto d’ora dalla fine, decide che ne ha abbastanza. Un fiume in piena. Intanto, a parte la trattativa in corso di Roberto Spinelli, stamani il primo cittadino spedirà via Pec nella quale chiederà quali sono le condizioni di vendita per poter avere un riferimento certo da riferire a chi si mostrasse interessato a comprare. —
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