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Livorno

«Io vado allo stadio» «Io invece resto fuori» Stavolta la passione divide più che mai

Nicolò Cecioni
«Io vado allo stadio» «Io invece resto fuori» Stavolta la passione divide più che mai

Dopo l’appello della curva nord a disertare il Picchi contro il Benevento viaggio nelle sofferenze e nelle delusioni di una stagione in salita  

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il dibattito

Nicolò Cecioni

Non bastava l’ormai storica diatriba tra “spinelliani” e “antispinelliani”, con le due fazioni che si allargano o si restringono a seconda dell’andamento della squadra. Adesso nella tifoseria amaranto è nata una nuova spaccatura, tra quelli che domani pomeriggio entreranno a guardare la partita e quelli che invece rimarranno fuori per protesta. Andare a sostenere la maglia e poi – nel caso – contestare da dentro, oppure rimanere fuori e dare un segnale inequivocabile?

È questo il dilemma che attanaglia centinaia di tifosi in questi giorni. I ragazzi della curva Nord hanno dettato la linea con il loro comunicato e buona parte della tifoseria si è allineata al gruppo. Ma in tanti hanno scelto di presenziare. «Io entrerò – spiega Emiliano Fanelli – perché tanto non succede niente se rimaniamo fuori. Il presidente non cambia atteggiamento in base a chi sta dentro o chi sta fuori. Appartenenza significa esserci sempre e sperare che le cose possano andar bene. È questo che intendo per essere tifoso. È chiaro che tutti noi siamo arrabbiati, ma non entrando peggioreremmo ulteriormente la situazione. L’unica soluzione sarebbe trovare qualcuno che compri il Livorno».

Diametralmente dalla parte opposta Gabriele Possenti. «Io rimarrò fuori dal Picchi – spiega – perché sono d’accordo con la protesta della Nord. Ormai il tempo della presidenza Spinelli ha fatto il suo corso, quell’uomo ha logorato la passione di una città e sta vivendo solo di ricordi, come quella Coppa Uefa, dalla quale comunque lui voleva uscire, che risale a ben 13 anni fa. La gente non ha più voglia di sentire le sue solite storie. Ora dice che vuole vendere perché così ha la scusa per non fare il mercato di gennaio».

Anche Gino Schirripa è della stessa idea. «Sono d’accordo con la scelta della curva, bisogna che le persone si adeguino a questa decisione per rispetto di chi ci mette la faccia, macina chilometri e rischia tutte le domeniche la diffida. Se la Nord decide che non si entra, io non entro». E rimarrà fuori anche Nicola Ganni. «Sono nato in una famiglia di tifosi del Livorno – racconta –, persone semplici con il sangue amaranto e l’amore verso la città. Sono sempre stato dalla parte della squadra e del presidente Spinelli che ci ha fatto vivere pagine storiche che mai dimenticheremo. Ma stavolta non posso che essere d’accordo con la scelta della curva di disertare la partita. I motivi sono tanti: prima di tutto un amministratore delegato non può permettersi di offendere e parlare in quella maniera davanti a una città. Poi, ovviamente, non mi sono piaciute le scelte scellerate fatte da Elio Signorelli. Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto 6 mesi fa, ma per il questo ciclo è finito. Il calcio a Livorno deve ripartire da zero e serve un segnale importante anche da parte dei tifosi». Ivano Pozzi, invece, sarà regolarmente al suo posto. «Mi dispiace, ma non ho intenzione di seguire questa protesta. La rispetto, così come rispetto completamente e profondamente chi spende soldi e tempo per seguire la squadra in trasferta, ma ritengo inutile questa decisione. Quello che penso di questa dirigenza l’ho detto e scritto più volte. Un mio post pubblico è stato cancellato da Facebook su evidente segnalazione di qualcuno, ma riterrei molto più visibile e produttivo entrare e contestare rumorosamente dal primo all’ultimo minuto. Personalmente lo farò». Protesta “dall’interno” anche Samuele Messerini. «Credo che in un momento come questo, non entrare non cambierà lo stato delle cose. Da molto tempo ormai la famiglia Spinelli ha assunto questo atteggiamento ed è inutile stare fuori. Sono state fatte scelte sbagliate, scellerate, si era visto sin da subito quale sarebbe stato l’andamento del campionato. Ma i ragazzi si sono sempre impegnati, c’è un nuovo mister a cui va data fiducia, lasciarli soli adesso peggiorerebbe soltanto la situazione, se restare fuori è per dare un segnale alla società, servirà a poco». —

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