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«Non salto una trasferta del Livorno da 6 anni ma ora basta: mi avete delusa»

Antonella Romanacci
«Non salto una trasferta del Livorno da 6 anni ma ora basta: mi avete delusa»

La lettera che arriva dal cuore da parte di una delle tifose più attaccate agli amaranto:  

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LIVORNO. Qualcosa si è rotto tra me e la società lo scorso anno, quando è stato ignorato per mesi l'argomento rimborso per le tre partite (Avellino, Bari e Cesena) pagate in abbonamento e mai disputate. Sono convinta che, se le partite fossero state tre in più, il modo per farcele pagare lo avrebbero trovato.

A quel punto ho scelto di cambiare e dopo 10 anni non ho più rinnovato l'abbonamento in tribuna centrale coperta, ma sono ritornata in curva nord, dove avevo già trascorso i miei primi 10 anno da tifosa. Con i soldi risparmiati dell'abbonamento sono andata in ferie. Ho iniziato a non condividere nessuna delle scelte societarie, dalla sede del ritiro estivo, all'allontanamento di persone come Protti, Diamanti, Valiani, Facci, Laudicino che meritavano ben altro trattamento.

Non ho condiviso la scelta di chiudere la biglietteria allo stadio e di aprirla in pieno centro, con notevoli disagi per il parcheggio e per chi ha una mobilità ridotta. Non mi è piaciuta la decisione del Mister e di parte del suo staff di non partecipare alla cena annuale del Club il Porto, ormai fissata e confermata da tempo, perché nei momenti critici ci si mette la faccia, sempre. Non ho condiviso la decisione tardiva di esonerare Breda: fosse stato per me lo avrei mandato via dopo il Chievo.

Le continue parole di (s)conforto della Presidenza "se non vi piace andate al cinema", "se vendo il Livorno vado a piedi a Montenero", "Non pensiamo al mercato di gennaio" e molte altre situazioni che chi segue il Livorno conosce bene. In poche parole non sono mai d'accordo con questa Società!

Nonostante questo sono comunque andata avanti, al mio posto come sempre. Al Picchi così come in trasferta. Da 6 anni, o forse più non ho mai perso volontariamente una trasferta. Da Lecce a Bari, da Catania a Francavilla, da Cosenza a Olbia, da Foggia a Trapani, da Palermo a Crotone. Tanti chilometri macinati, tanti soldi spesi e tanto tempo impiegato, tolto alla famiglia in nome di una passione.

Mi son fatta anche 12 ore di notte sul Flixbus da Cosenza a Pisa. E il giorno dopo sarei ripartita subito con lo stesso entusiasmo con la stessa voglia. Ci sono andata con la febbre, con la neve, con l'acqua e con il caldo afoso. Ho dovuto saltare una trasferta in serie C a Roma, contro la Lupa perché vietata (ma al ritorno della squadra al Coni eravamo in tre ad aspettare il pullman) e il derby all'Arena, pur non condividendo la scelta di disertare lo stadio mi sono adeguata a quella decisione. Sono riuscita a farmi accreditare per Ascoli, anche quella vietata ai livornesi. Quanti viaggi di ritorno amari! Quella strada verso casa che non finiva più...

Oggi però con lucida convinzione e senza rimpianto ho scelto di non andare a Crotone. Partenza venerdì, ritorno domenica. Volo da e per Lamezia. Spostamento a Crotone, due pernottamenti, pasti, biglietto. In questo momento di apatia generale, non me la sento viaggio, spesa e sacrificio.

In questo momento sento di aver dato molto di più di ciò che ho ricevuto. Anche dalla squadra, che quando gira le spalle alla curva, le gira anche a me e a quelli come me che non li hanno mai offesi. Siamo il Livorno, sappiamo soffrire e spero che il carisma del nuovo Mister spinga i giocatori a dare il meglio delle loro possibilità, a tirare fuori l'orgoglio e a combattere in ogni singola gara come se fosse l'ultima. Rendetemi ancora fiera di voi, meritatevi il mio affetto, il mio tempo, la mia passione, d'ora in poi deciderò di volta in volta se partire oppure restarmene a casa, prima invece calendario alla mano, programmavo tutto. Per Crotone la mia scelta l'ho già fatta: non parto, credetemi.. di questi tempi è un bagno di sangue!

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di Redazione web