Gioco
Una salvezza e troppi errori. Dopo due mesi da precario Breda saluta ma riscuote
Dal miracolo di un anno fa, al caso-Diamanti e alla rottura con Facci. Non essendosi dimesso, ha 270mila euro garantiti fino a giugno 2021
LIVORNO. Precario come d'autunno sugli alberi le ungarettiane foglie, alla fine il sottile filo che lo legava alla panchina del Livorno si è spezzato, travolto dalla mareggiata spezzina. Roberto Breda saluta e se ne va. La sua avventura amaranto è durata 13 mesi vissuti dapprima con la serenità di chi non aveva nulla da perdere - dopo aver raccolto la squadra in fondo alla classifica a novembre 2018 - proseguiti con la gioia per la miracolosa salvezza e chiusi alla faticosa ricerca di una quadra mai trovata.
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Taciturno, introverso, l'anno scorso fu abile a 'normalizzare' una situazione di piena emergenza e un ambiente sgomento per la penuria di risultati del Livorno targato Lucarelli. KO al debutto a Cremona, già alla seconda partita con il Cittadella gli amaranto decollarono sul piano del gioco. L'11 maggio la squadra centrò la permanenza in B.
C'era tutto il tempo per allestire un Livorno competitivo, ma in quasi quattro mesi di mercato è stato partorito un brutto anatroccolo. La società - parsimoniosa come sempre - si fece sfuggire un attaccante normale (non da 20 gol per intenderci) come Giannetti senza rimpiazzarlo. A Breda, però fu data carta bianca. E su quella carta purtroppo, furono vergati scarabocchi: il benservito a Diamanti è il peccato originale, reso ancora più grave dalla dichiarazione agitata ai quattro venti: «Questa squadra è più forte di quella dell'anno scorso» ebbe a dire il tecnico. Un autogol, un boomerang pazzesco. E poi dopo gli acquisti di contorno (D'Angelo, Coppola, Agostino Rizzo) l'avallo di scelte che non hanno pagato: giocatori forti (Luca Rizzo, Viviani), che non sono ancora pronti adesso che abbiamo il panettone sulla credenza.
Così questo campionato per Breda è diventato una via Crucis. Dieci sconfitte, numero pari, forse a quello dei moduli sperimentati. Giocatori fuori ruolo (Marsura trequartista contro il Carpi in Coppa, il difensore centrale Gasbarro, quinto di centrocampo), partite buttate via. Dalla sua ha avuto la difesa a oltranza di Aldo Spinelli, che in passato aveva esonerato tecnici per molto meno. Breda era già al capolinea dopo il 3-4 con il Chievo, 66 giorni fa. Due mesi persi, che rischiano di marchiare questo campionato. Lascia con una serie di rapporti incrinati (Facci, Diamanti, Mazzeo l’ultimo) e un contratto che comunque gli porterà in tasca altri 270mila euro netti da oggi fino a giugno 2021.
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