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Alla fine il casting amaranto lo vince Tramezzani. Contratto fino a giugno e Filippini resta

Alessandro Bernini
Alla fine il casting amaranto lo vince Tramezzani. Contratto fino a giugno e Filippini resta

Un’altra giornata bizzarra, Pillon va a Genova e sembra tutto fatto ma poi scopre che è stato scelto un altro allenatore

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LIVORNO. Ci sono voluti soltanto un paio di mesi, ma alla fine il Livorno ha un nuovo allenatore. Benvenuto a Paolo Tramezzani a cui affidiamo le speranze di salvezza in una situazione a dir poco critica: stamani firmerà e prenderà il timone della squadra cercando di far galleggiare di nuovo una barca ormai alla deriva.

Paolo Tramezzani (che nel frattempo si è liberato dall’Apoel Nicosia) ha trovato l’accordo al termine di un’altra giornata a dir poco bizzarra, nella quale gli uffici di Genova di Spinelli sono sembrati quelli di un casting per il Grande Fratello. Con il povero Bepi Pillon arrivato in mattinata e rispedito a casa dove solo in tarda serata gli hanno comunicato che non era lui “il prescelto”. Il contratto è fino a giugno, senza nessun tipo di clausola per il rinnovo automatico in caso di salvezza. Tramezzani ha accettato anche la presenza di Antonio Filippini nello staff, oggi capiremo se ci saranno anche i suoi assistenti i suoi assistenti Mirko Conte e Alessandro Recenti. Si è parlato sì della necessità di mettere qualche rinforzo a gennaio ma non si è entrati nel dettaglio.

Alla fine non sono arrivati nè l’allenatore preferito da Aldo Spinelli (Castori, ma anche Gelain), nè quello preferito da Roberto Spinelli (Pillon) bensì quello che il ds aveva proposto un mese fa.

CHI È TRAMEZZANI

Paolo Tramezzani ha avuto un bel passato da calciatore, terzino sinistro di spinta che con l’Inter ha vinto anche una Coppa Uefa nel 1994. Da allenatore, dopo una parentesi nelle giovanili, nel 2012 è chiamato da Gianni De Biasi come suo vice sulla panchina della Nazionale albanese. Nel dicembre 2016 lascia l'incarico di vice allenatore dell'Albania per assumere la guida tecnica del Lugano: il suo arrivo risveglia la squadra che, sotto la sua gestione, si stacca dalle ultime posizioni e risale la classifica, chiudendo la stagione al terzo posto e centrando così la qualificazione ai gironi di Europa League. A giugno però rescinde il proprio contratto di comune accordo col club. L’unica parentesi negativa è al Sion dove arriva a metà giugno dopo aver rifiutato di allenare l'Albania in seguito alle dimissioni di De Biasi: l’avventura al Sion non dura molto e i il 22 ottobre viene esonerato dopo 16 partite.

L’ultima esperienza, seppur a Cipro, è invece ottima. Il 10 ottobre 2018 assume la guida dell'Apoel di Nicosia, in sostituzione dell'esonerato Bruno Baltazar: a fine stagione la squadra vince il titolo nazionale ma l’8 agosto Tramezzani e il club cipriota si separano dopo la sconfitta per 2-1 contro il Qarabağ nell’andata dei preliminari di Champions.

SENZA CRITERIO

Quali siano stati i criteri per la scelta del nuovo allenatore, resta un mistero. Sono stati contattati tecnici giovani (Tramezzani), tecnici esperti (Castori), tecnici che amano il pugno duro dentro lo spogliatoio (Calori) e tecnici molto più pacati (Pillon), allenatori che amano la difesa a tre e altri che prediligono giocare a quattro. Uno zig zig senza un filo logico. Dove sul piatto, più che le necessità della squadra, sono sembrati esserci interessi di bottega (tipo la presenza di Antonio Filippini, ed è un dato di fatto perché sennò oggi sulla panchina c’era Castori).

FORZA PAOLO

Comunque le critiche a questa gestione del post-Breda, non devono colpire Paolo Tramezzani che di certo non ha colpe e anzi arriva a Livorno con entusiasmo. Giusto sostenerlo, giusto dargli credito, giusto tifare per lui sperando che sia la scelta giusta. Una cosa è sicura. Ci potevano mettere anche Conte o Mourinho in panchina, ma qui servono a gennaio dei rinforzi. Serve soprattutto una punta che la butta dentro: se questa società ci tiene alla salvezza, dovrà dimostrarlo.


 

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