Gioco
Senza gioco, senz’anima: e la società? Il Livorno di Breda è una barca alla deriva
Un’altra prestazione da brividi, lo Spezia vince senza premere sull’acceleratore. In caso di esonero favorito Castori
Senza gioco, senza anima, senza punte. E senza una società che sappia prendere le decisioni quando serve. Il Livorno crolla anche a Spezia, barca ormai alla deriva che va dove la portano le onde degli avversari. Breda non incide più e la scelta di affiancargli Filippini fa tenerezza. Qui c’ è un malato in coma e gli si fanno le carezze sulla fronte. Poi ci sarebbe anche da parlare di chi ha allestito la squadra spendendo male i soldi a disposizione, perché non esiste avere quattro attaccanti che messi insieme non ne fanno uno.
Ora assisteremo alle solite 24-48 di teatrino per capire se cambiare l’allenatore o no, sperando stavolta di non farne arrivare un altro a Genova che non è libero come con Tramezzani. Aldo Spinelli ha pensato di nuovo a Ezio Gelain con Filippini, l’altro nome è quello di Fabrizio Castori. Ma è evidente che si brancola nel buio. Vediamo se stavolta la colpa è della sfortuna, degli episodi, degli arbitri o del Tirreno (visto il silenzio stampa) che osa criticare. La verità è che tra tecnico e società è sempre stata una gara a trovare alibi e scusanti quando invece è evidente che questo Livorno è stato costruito senza una punta e che Breda ha gestito male il materiale a sua disposizione. Noi restiamo dell’idea che come organico il Livorno (attaccante a parte) non è da retrocessione. Anzi. Ma la società ha buttato via settimane, mesi, piccandosi di andare avanti con una guida tecnica ormai logora.
E così ci ha affondati anche lo Spezia, squadra che naviga nei bassifondi e che ha mostrato grandi lacune difensive. Ma ci ha messo più cattiveria, ha tirato in porta, ha costruito. Loro sono una squadra che, con tutti i limiti del caso, lotta. Il Livorno è una squadra depressa, con poco gioco e che non tira mai.
C’è un flash che la dice lunga: fischio d’inizio e il Livorno sbaglia il primo passaggio. Il primo passaggio! Una roba mai vista.
E non è stato certo un episodio casuale bensì il primo segnale di un impatto sulla partita disastroso. Pensate che la prima azione nella quale il possesso di palla è durato più di 10 secondi è stato dopo oltre 9 minuti. Buon per gli amaranto che dopo neanche 3’ Maggiore spara fuori un destro solo davanti alla porta, mentre al 18’ serve un mezzo miracolo di Plizzari per deviare un destro dal limite di Marchizza. Il Livorno cresce un po’ intorno alla metà della frazione ma al solito non tira mai in porta con Braken bellino ma innocuo. Tutt’altro che innocuo invece Bidaoui che al 33’ asfalta Del Prato, scappa a sinistra e mette un cioccolatino in mezzo che Ragusa infila in rete. Film già visto.
Il Livorno va sotto ma Breda non cambia nulla fino al 20’ della ripresa quando esce Agazzi ed entra Viviani, poi va dentro anche Murilo per Rocca e il Livorno passa 4-2-3-1.
Ma è una tristezza vedere questa squadra che neanche arriva al tiro, che non fa mai paura, mentre loro sembrano non voler infierire. L’unica cosa che può succedere è prendere un altro gol, cosa che puntualmente succede al 30’ quando Mastinu lascia partire un gran tiro di sinistro che va a infilarsi nell’angolino. Buonanotte ai suonatori. —
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