Gioco
«A gennaio serve una punta vera in campo più personalità livornese»
Mirko Brilli, doppio ex: «Che colpa ha Breda se i suoi sbagliano gol facili?»
Il PERSONAGGIO
Il doppio ex di Spezia-Livorno è Mirko Brilli, che qui è nato, ha iniziato a giocare e vi ha pure smesso. Inoltre il primo step del Livorno verso la rinascita porta la sua firma perché allenava la squadra che nel 1991/92 stravinse il campionato di Eccellenza.
Brilli ha giocato anche tre anni intensi a Spezia: «Definire il primo travagliato è un eufemismo. Il presidente Rossetto sparì due settimane dopo l'inizio del ritiro. Mettemmo in mora la società. Dopo 90 giorni saremmo stati liberi. I soldi per andare avanti arrivarono - in un sacco di iuta - con un giorno di ritardo, ma rimanemmo tutti e vincemmo il campionato. A Spezia ci amano ancora per quel campionato vinto in condizioni così difficili».
Come vivrà Spezia-Livorno?
«Là ho lasciato il cuore, ma io sono livornese e tiferò per gli amaranto».
Che partita sarà?
«Loro attaccheranno. Giocano su un misto sintetico sul quale la palla viaggia molto veloce. Il Livorno ultimamente si è allenato sul sintetico quindi non dovrebbero esserci problemi. Detto questo gli amaranto dovranno sfruttare la occasioni che avranno perché lo Spezia non sprizza salute: qualche problema ce l'ha e su quelli bisogna fare la partita».
Occasioni da gol? Ma qui non c'è nessuno che la butta dentro...
«Lo so. Purtroppo le punte hanno segnato poco. E in questa situazione come prendi gol, rimontare è quasi impossibile. Il problema che anche dietro quest'anno c'è qualcosa che non funziona».
Come se ne esce? Giocando con il tridente?
«Non necessariamente. Ci sono squadre che con le tre punte perdono equilibrio e mettono in difficoltà il centrocampo e la difesa. Altre che con un attaccante sono sempre pericolose in fase di possesso perché avanzano con quattro o cinque giocatori».
E allora bisogna trovare una punta sul mercato.
«Certo, ma una punta forte, l'usato sicuro. Se si compra tanto per comprare, come succede spesso al Livorno, non serve a nulla».
Cosa pensa del duopolio in panchina?
«Lo definisco strano, però anche lì: che colpa ha un allenatore se il suo centravanti in beata solitudine a due metri dalla porta, di testa mette il pallone fuori? Al di là di questo ho la sensazione che manchi un pizzico di personalità alla livornese». —
F.P.
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