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Armenia e la crisi amaranto: «Il periodo nero forse è finito, questo Livorno vale di più»

Fabrizio Pucci
Armenia e la crisi amaranto: «Il periodo nero forse è finito, questo Livorno vale di più»

Livorno, l’ex dg ora alla Cremonese elogia i ragazzi di Breda: «Spinelli è carico, prima della partita ha parlato uno per uno con tutti i giocatori»

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LIVORNO. Per cinque anni ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale del Livorno e una parte del suo cuore non può che essere amaranto. Non lo era sabato per motivi professionali, visto che Paolo Armenia adesso è il dg della Cremonese: «Qui non stiamo rispettando le attese della vigilia -dichiara quasi a precedere la domanda - ma attenzione: io l'altro giorno ho visto un buonissimo Livorno».

Si, ma la classifica del Livorno piange. Come se lo spiega?

«Ho visto molte partite del Livorno in Tv quest'anno e devo dire che la squadra ha sempre giocato bene. Molte volte è stata condannata da episodi sfortunati. Solo nel derby contro il Pisa ha avuto un pizzico di fortuna».

Il risultato di Cremonese-Livorno è stato giusto?

«Ma sì. Il Livorno ha giocato un ottimo primo tempo. La Cremonese gli ha preso le misure nel secondo tempo. A un certo punto ho temuto di perdere, ma ho anche speravo di vincere quando Ciofani ha colpito il pallone con il tacco. È stato bravissimo Plizzari a negargli il gol. Il risultato comunque è stato giusto».

Ha parlato con Spinelli, lo ha trovato motivato?

«Molto. Anzi. Moltissimo. Prima della partita è andato negli spogliatoi a parlare con i giocatori. Poi in campo è andato da ogni singolo ragazzo a chiedere come si sentiva a pochi minuti dal fischio d'inizio. E durante la partita...».

Era agitato?

«Era seduto due file sopra la mia. Non lo vedevo, ma lo sentivo. Eccome se lo sentivo. Ogni volta che aveva il pallone il Livorno trepidava e quando attaccava la Cremonese sentivo che soffriva. L'ho trovato passionale e carico come ai bei tempi. È chiaro che vuole bene al Livorno, che ci tiene. Altrimenti non sarebbe venuto allo Zini e non avrebbe partecipato emotivamente in un modo così forte alla partita».

Proprio il presidente è stato l'ideatore della stana coppia in panchina. Che ne pensa?

«Che si tratta di una situazione strana. Più unica che rara nel calcio di oggi. Ovviamente, essendo qui a Cremona, non vivo la realtà livornese per cui non posso andare oltre con le considerazioni e non mi permetto di giudicare. Una cosa è certa. Spinelli è molto attaccato alla squadra e se ha deciso di percorrere quella strada, è perché pensa che quella sia la migliore scelta per il Livorno».

Che campionato è questo, Direttore? Più difficile dell'anno scorso?

«È molto equilibrato. La classifica è cortissima. Mai come in questa stagione bastano due successi per ritrovarsi in alto o due sconfitte per essere impelagati nella bassa classifica. Dal mio punto di vista non è stato un disonore per la Cremonese pareggiare in casa con il Livorno ultimo in classifica perché in questa serie B tutto è possibile. Neanche il Benevento può permettersi di sottovalutare gli avversari».

Armenia, fuori dai denti: il Livorno ha la cifra tecnica per salvarsi?

«Secondo me sì. La squadra c'è. Gioca e lo fa anche bene. Il campionato è ancora lungo e gli amaranto hanno la possibilità di tirarsi fuori da questa situazione di classifica preoccupante. E poi se il presidente è così partecipe è una buona notizia per tutti. Intanto a Cremona è arrivato il primo punto su cui costruire la risalita». —


 

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