Il Tirreno

Livorno

Quella cena da Conti e la scelta di mandare via subito Alino Diamanti...

A.B.
Quella cena da Conti e la scelta di mandare via subito Alino Diamanti...

Breda ha pagato a caro prezzo in primis alcune decisioni prese in estate sul mercato e che si sono rivelate perdenti 

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il retroscena

Giovedì 11 luglio, ristorante Conti a Montenero. Una serata organizzata dal supertifoso Nedo Di Batte, presidente del Club Campanile. Ci sono un centinaio di tifosi e l’ospite è nientemeno che Roberto Breda. Il tecnico è ancora osannato perché nell’aria c’è sempre il profumo inebriante dell’incredibile salvezza conquistata.

Pacche sulle spalle, strette di mani, foto. Ma siccome il tifoso non vive di ricordi e ha l’occhio lungo, qualcuno si avvicina a Breda e gli fa: «Mister ma è vero che non ha voluto Diamnanti?». La risposta lascia tutti di stucco: «Sì, è stata una mia scelta. Ma sono convinto che senza Diamanti sarà una squadra migliore. So bene che mi prendo delle grandi responsabilità a fare questa scelta, ma non sono autolesionista».

Forse quella sera è stato l’inizio della fine. Breda con onestà ha ammesso di non aver voluto Diamanti ma sapeva che quella scelta poteva rivelarsi un boomerang terrificante. Perché alle prime sconfitte Breda non sarebbe stato “quello che ci ha salvato”, ma “quello che non ha voluto Diamanti”.

Ci restano grandi dubbi sul motivo che ha portato a farci scappare il giocatore più forte degli ultimi anni, uno che ti dava sempre una buona ragione per pagare il biglietto e andare allo stadio. “Troppo accentratore di gioco” la versione più o meno ufficiale di Breda. Ma a nostro parere c’è dietro un altra storia, di personalità. Diamanti ne aveva tanta, anche dentro lo spogliatoio. E siccome non è certo un diplomatico, c’erano stati anche degli scontri col tecnico.

Ed è qui che Breda ha perso la sua partita. Lo scorso anno aveva giocatori di grande personalità (Diamanti, Valiani, Mazzoni, Dainelli) e lui ci ha messo il gioco. Quest’anno il gioco a volte c’è stato, ma la personalità no. Non c’era da nessuna parte anche per colpa delle scelte estive. E alle prime difficoltà, la squadra è affondata.

Il peccato originale risale insomma a metà giugno. —

A.B.

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di Redazione web