Gioco
Sette giornate da vivere tutte d’un fiato. E al Livorno servono almeno 12 punti
Il campionato non si ferma più fino alla sosta di gennaio, ora va raddoppiata la media-punti. Calendario impegnativo e diversi scontri con le big, intanto serve una vittoria sabato col Trapani
LIVORNO. Archiviata la sosta, sabato 23 novembre con il Trapani ricomincia il campionato con una lunga volata che ci porterà alla fine del 2019, data che coincide con la fine del girone d'andata. Da qui al 29 dicembre il Livorno deve giocare sette partite. La più facile - sulla carta - è la prima contro il fanalino di coda. Poi però iniziano le difficoltà: perché nelle ultime sei giornate dell'anno gli amaranto giocheranno in casa solo due volte (con Benevento e Pescara) e viaggeranno in quattro occasioni. Non solo. Incontreranno tre delle prime quattro in classifica (il Crotone allo 'Scida' oltre ai Sanniti e agli Abruzzesi).
LA TABELLA
La domanda ricorrente è: con quanti punti deve girare la boa il Livorno se vuole nutrire concrete speranze di salvarsi senza passare dai playout? Abbiamo fatto una ricerca. I campionati di serie B a 20 squadre e con 3 punti per vittoria (il format attuale) sono nove: dal 1994/95 al 2002/03. Il quindicesimo posto è quello che garantisce la permanenza diretta in categoria. Assodato questo, sommando i punti delle quindicesime classificate di quelle stagioni e dividendo per il numero di campionati esaminati (9) abbiamo ottenuto la media esatta di 45 punti. In poche parole - senza prendere per oro colato il dato - proprio 45 è la quota salvezza. Ovvio che il Livorno debba girare a 22 o a 23. Possibile ? Certo, ma pure difficile. Di certo sono obbligatori i tre punti sabato per andare a 13. Poi ci saranno sei partite per conquistare i restanti 9 o 10. In pratica c'è da raddoppiare l'attuale, magra media punti di 0,83 per partita.
CHE COSA E CHI SERVE
E' chiaro che il Livorno si è maledettamente complicato la vita ed è altrettanto pacifico che ora serve una mezza impresa per tornare in linea di galleggiamento. Di sicuro urge che gli attaccanti comincino a segnare, perché non è possibile vivere solo delle prodezze degli esterni o dei centrocampisti. Inevitabile blindare la difesa e soprattutto recuperare quei giocatori che possono fare la differenza e che al momento sono stati utilizzati con il contagocce (Viviani) o che sono fermi a zero minuti in campo (Luca Rizzo). Del tutto diversa la situazione di Brignola (per lui un'ora di gioco ad Ascoli prima dell'infortunio) e Stoian (pochi scampoli di partite, poi il crac al ginocchio destro). Il Livorno ritroverà l'attaccante ex Sassuolo a fine gennaio e il romeno ancora più avanti.
PANCHINA CALDA
In mezzo a tutte queste considerazioni matematiche, tattiche, psicologiche e cliniche c'è Roberto Breda. Il tecnico trevigiano la scorsa settimana ha incassato la fiducia da parte della famiglia Spinelli, ma è chiaro che un eventuale risultato negativo sabato pomeriggio con il Trapani rimetterebbe tutto in discussione. Spinelli non osa immagine questo scenario e non ci vogliamo pensare neanche noi. Adesso ambiente e squadra devono compattarsi e andare ad affrontare uniti quella che è senza dubbio una partita dove i punti valgono doppio. Anche i giocatori devono dare di più ed evitare quegli errori banali che sono costati una marea di punti.
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