Gioco
Picchi, che combini? Contro il San Donato è un tonfo pesante
LIVORNO. Un passo indietro sotto tutti i punti di vista. Il San Donato Acli infligge la prima sconfitta interna all’Armando Picchi, calando un 3-0 che inchioda i bianco-amaranto di fronte alle loro responsabilità.
Gara iniziata male e finita peggio, con gli ospiti che sfruttano al meglio le proprie occasioni e, complice anche una buona dose di fortuna, vanno in rete tre volte, mentre il Picchi spreca un calcio di rigore e altre occasioni per rimettere in piedi la partita. Il risultato è che anche i maremmani scavalcano in classifica la formazione di mister Sena, scivolata nell’anonimato, con la zona playoff distante tre punti e quella playout a -1. A ciò si aggiunge la lunga essenza di Nico Quilici, che nella trasferta di Tavarnuzze ha rimediato la frattura del perone e starà fuori 4 mesi.
Prima del fischio d’inizio della partita giocata ieri a Banditella, i bianco-amaranto hanno esibito una maglietta con un messaggio a lui dedicato: “Forza Quilo ti aspettiamo”. Una volta aperte le ostilità la strada si mette presto in salita per i padroni di casa: passano infatti cinque giro d’orologio e il San Donato Acli apre le danze con un traversone di Saloni che piove sul secondo palo e sorprende Malasoma. Il Picchi reagisce e si getta alla ricerca del pareggio, ma sbatte contro i legni della porta avversaria: è la punizione di Cacciò a stamparsi sulla traversa. Poi arrivano due occasioni limpide: nella prima, Neri calcia in porta, il portiere ospite respinge e Cutroneo si getta sulla palla ma il suo tapin finisce alto; nella seconda, il Picchi va via tre contro uno, Neri sceglie la soluzione individuale, ma una volta davanti al portiere non trova la via della rete. Finisce così la prima frazione con i labronici sotto di una rete.
Ma lo svantaggio si allunga a inizio ripresa, perché al 47’ Nieto si libera in sospetta posizione di offside e batte Malasoma. Ad appesantire il quadro, al 60’ arriva anche il terzo gol dei biancoverdi su palla inattiva, con una palla che attraversa l’area e finisce sul secondo palo. Dopo una manciata di minuti Neri si procura un calcio di rigore e va direttamente sul dischetto, ma si fa ipnotizzare da Storai. Episodio che taglia le gambe e definisce l’epilogo di una domenica da dimenticare. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
